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 Politica Riduci

Gli ultimi giorni di Previti da abusivo (forse)

 

La Giunta per le elezioni ha finalmente espresso l’ultimo voto sulla sua decadenza da deputato. Ma c’è ancora un ultimo passaggio, il voto dell’assemblea della Camera. Là il centro sinistra ha una maggioranza sicura, ma i tempi prima dell’interruzione estiva dei lavori sono stretti

 

(9 lug 2007)

 

 

Sono finalmente arrivati (forse) gli ultimi giorni in cui Cesare Previti siederà da abusivo in Parlamento. Oggi 9 luglio la Giunta per le elezioni della Camera, dopo una seduta in cui Previti ha pronunciato la sua ultima difesa, ha votato per la sua decadenza da deputato con 16 voti contro 11. I due schieramenti dunque sono stati compatti (anche il partito dell’”onesto Casini” e quello “legge e ordine” di Fini), a parte un’assenza nel centro sinistra e due nel centro destra. Se accadrà la stessa cosa nella votazione plenaria della Camera, dove il centro sinistra ha un buon margine di maggioranza, il corruttore Previti dovrà abbandonare il suo scranno parlamentare.

 

Il “forse” resta d’obbligo. La relazione della Giunta deve essere depositata  entro 20 giorni, ma se così fosse l’aula non farebbe in tempo a votare prima della chiusura estiva. Il relatore Gianfranco Burchiellaro (L’Ulivo), che è anche vice presidente della Giunta, ha detto di prevedere “tempi stretti” per la consegna, ma poi si dovrà decidere di procedere alla votazione, che nel calendario del lavori di luglio non è esplicitamente indicata, anche se alla fine del programma si dice:

“Nell'ambito del programma è previsto lo svolgimento di atti del sindacato ispettivo e potrà aver luogo l'esame di progetti di legge di ratifica licenziati dalle Commissioni, di documenti licenziati dalla Giunta per le autorizzazioni e dalla Giunta delle elezioni”.

 

Insomma, i tempi sono stretti, ma sufficienti se ci sarà la famosa “volontà politica” di mettere fine a questa vicenda vergognosa, che si trascina dal 24 maggio 2006, quando il tribunale di Milano comunicò ufficialmente alla Giunta delle elezioni l’interdizione perpetua dai pubblici uffici di Previti come pena accessoria alla condanna a sei anni di reclusione per l’affare Imi-Sir.

 

Previti, dichiarandosi un perseguitato politico, ha annunciato che se lo dichiareranno decaduto si appellerà alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Faccia pure. Difficile che venga riconosciuto che tra questi diritti bisogna considerare anche quello di corrompere i magistrati.

 

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