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 Conti pubblici Riduci

Cani e gatti in Finanziaria, norma da animali

Un emendamento introdotto nella notte si occupa degli animali abbandonati. Lodevole, ma fuori posto in una legge che si dovrebbe occupare di grandezze macroeconomiche

(pubblicato su kataweb e repubblica.it il 6 dic 2007)

Se questa sarà ricordata come “la Finanziaria dei cani e gatti” non sarà solo per gli scontri tra parlamentari sui vari provvedimenti (quelli in fondo ci sono ogni anno). Sarà proprio perché in questa legge fondamentale per i conti dello Stato ci si occupa proprio delle care bestiole.

 

Ci informa infatti l’agenzia “Dire”: Novità per i cani e gatti meno fortunati. La manovra di bilancio prevede, infatti, specifiche misure per i rifugi e il coinvolgimento delle associazioni animaliste nella gestione diretta delle strutture. I Comuni singoli o associati e le Comunità montane provvedono a gestire i canili e i gattili sanitari direttamente o tramite convenzioni con le associazioni animaliste zoofile o con soggetti privati, che garantiscano la presenza nella struttura di volontari delle suddette associazioni. Lo prevede un emendamento alla finanziaria approvato nella notte.

 

Ora, nulla da dire sull’opportunità di provvedere agli animali abbandonati. E’ però del tutto insensato che lo si faccia in una legge che dovrebbe fissare solo le grandi variabili della finanza pubblica (entrate, spese, deficit, investimenti) mentre invece viene farcita con centinaia o addirittura migliaia di norme specifiche, diventando così praticamente ingestibile.

 

Il problema non è nuovo ed è da tempo che lo si denuncia, ma, come si vede, finora senza alcun risultato. Tutti i parlamentari sanno che la Finanziaria è l’unica legge la cui approvazione e i cui tempi sono certi: se una norma sta lì dentro, è garantito che passi. Altrimenti, ci sono altissime probabilità che si perda nel mare magnum dell’attività parlamentare. Di qui l’assalto alla diligenza.

 

Tra le grandi riforme istituzionali in corso, sarebbe bene che si pensasse anche a questa. Se non in nome della razionalità, almeno di un po’ di dignità.

 

P.S.: Mi era sfuggito che la Finanziaria, all'articolo 261, si occupa anche di cavalli, asini muli e bardotti (per questioni di Iva). Il bardotto, per chi non lo sapesse, è figlio di un cavallo e di un'asina

 


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