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 Cronache Riduci

La verità è nuda, meglio coprirla

 

La vicenda del dipinto del Tiepolo nella sala stampa di Palazzo Chigi è una perfetta allegoria del modo con cui Berlusconi vuole esercitare la sua leadership: se ritiene che la “Verità svelata” non sia opportuna, la modifica senza pensarci due volte

 

(pubblicato su Eguaglianza & libertà il 12 ago 2008)

 

Sarebbe stato difficile trovare un’allegoria più perfetta di quella che Silvio Berlusconi (o il suo staff per l’immagine, ma è lo stesso: non l’ha fatto certo a sua insaputa) ci ha regalato. La vicenda del Tiepolo ritoccato travalica il senso del ridicolo per assumere significati più profondi. Si sarebbe tentati di dire che ha fatto emergere l’inconscio del leader della destra, ma pensandoci meglio ci si accorge che non è così: è stata una palese rappresentazione non solo della psicologia, ma della strategia pienamente cosciente che l’uomo applica in tutte le situazioni della sua vita, in politica come negli affari, nella vita privata come di fronte alle regole e alla legge.

 

A quanto si è detto, è stato lo stesso Berlusconi a scegliere come sfondo nella sala delle conferenze stampa di Palazzo Chigi – il luogo dove il governo informa l’opinione pubblica –  “La Verità svelata dal Tempo”, di Giambattista Tiepolo. Certamente per il titolo, più che per il soggetto (nonostante la sua conclamata – e proclamata – sensibilità alle grazie femminili). Berlusconi e la Verità: non si può non pensare al celeberrimo romanzo di George Orwell, “1984”. Anche lì, il regime che domina il paese ha istituito il “ministero della Verità”. Il suo compito è di applicare una stretta censura, riscrivere la storia (la Verità “svelata” dal Tempo?…) e impoverire la lingua (il lettore non pensi male: non vogliamo alludere alle tv di Mediaset).

 

A chi ha ambizioni da Grande Fratello non basta governare. Vuole anche aver sempre ragione, vuole che si riconosca che è dalla parte della Verità. E se la nuda verità non è opportuna, non c’è problema: si adatta alla situazione, infischiandosene che tutti vedano che è coperta solo da un misero cencio. E’ quello che diceva anche Orwell: il potere insofferente delle regole, alla Verità svelata prferisce sempre la verità velata.


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