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 Cronache

Il cavalier prescritto
E' la sesta volta che le accuse a Berlusconi si concludono con un non luogo a procedere per prescrizione. La fedina penale è salva, l'onore no

(pubblicato su Eguaglianza & libertà il 18 dic 2004)

E sei. Tante sono le volte che le accuse al Cavalier Berlusconi si sono concluse con un non luogo a procedere per prescrizione del reato. Ormai potremmo chiamarlo "Il Cavalier Prescritto". Ma queste prescrizioni nettano anche l'onore, oltre alla fedina penale? No.

In tre casi (bilanci Fininvest, acquisto di diritti televisivi e acquisto del giocatore Lentini) la prescrizione è scattata grazie alla nuova legge sul falso in bilancio che è stata una delle prime preoccupazioni del premier far approvare. In due casi - i più gravi, quelli sulla corruzione dei giudici nei casi Mondadori e Sme - è scattata grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Ma le attenuanti generiche si concedono - a discrezione del tribunale - quando si è riconosciuto che il reato esiste: si è mai visto concedere le attenuanti a un innocente? E che cosa attenuerebbero?

Alcuni esponenti della cosiddetta "sinistra moderata" si sono affrettati a dichiarare che, ora che anche questo processo è finito, bisogna evitare di continuare a parlare di queste vicende per non inquinare la dialettica politica tra maggioranza e opposizione. Ma qui non è questione di essere moderati, e neanche di sinistra. In America l'ex capo della polizia di New York doveva diventare il responsabile della sicurezza nazionale, ma è stato bloccato perché si è scoperto che aveva assunto una bambinaia irregolare. Parliamo dell'amministrazione Bush, che sarà estremista, ma non certo di sinistra. In Inghilterra il ministro dell'Interno ha perso il posto per una storia di letto. In Italia continua ad essere presidente del Consiglio un signore che, secondo due tribunali, teneva a libro paga dei giudici. Dobbiamo far finta di niente?

Tra l'altro il governo del Cavalier Prescritto non ha ancora finito di trafficare con la giustizia. Ha appena fatto approvare la legge che serve ad estendere la prescrizione anche al suo stretto sodale (la "salva-Previti") e ha presentato una riforma complessiva tanto ben fatta che il presidente Carlo Azeglio Ciampi l'ha rinviata alle Camere rilevando ben quattro aspetti di incostituzionalità. Se di fronte a tutto questo abbia un senso dichiararsi "terzisti", forse spetta ai terzisti l'onere della prova.

E' vero, però, che con i giudizi morali sull'avversario non si vincono le elezioni. Il Polo purtroppo è bravissimo in una sola cosa, la propaganda. Incassato con il presunto taglio delle tasse quello che, secondo i sondaggi, è stato un successo, ha subito inventato lo slogan giusto per farne una bandiera da sventolare fino alle elezioni: "Meno sprechi = meno tasse". Secco, chiaro, efficace. Se poi non è vero, che importanza ha? E adesso, con il Natale che si avvicina, è tutto un agitare presepi, crocifissi, sacri embrioni. Bush le elezioni ce le ha vinte, no? Il centro sinistra, se vuole vincere, deve trovare degli slogan alternativi a quelli di Berlusconi, ma altrettanto efficaci: sono quelli che portano voti, non il moderatismo "per conquistare gli elettori di centro" che, secondo varie indagini, sono anche quelli più lontani dalla politica e meno acculturati. Persone che non si conquistano certo presentando un accurato (e magari complesso) programma.

Certo, il programma è indispensabile. Per non turlupinare gli elettori, in primo luogo, e poi perché si suppone che si cerchi di andare al governo per fare qualcosa. Il programma serve per se stessi innanzitutto, e poi per quella parte relativamente piccola di elettori che hanno voglia e sono in grado di analizzarlo, parte di cui peraltro fanno parte molti opinion leader.

Alcune parti già ci sono. Quella sul lavoro, per esempio. Altre sono ancora nebulose, come la linea sull'Europa, o come quella sulla finanza pubblica e le tasse: Pierre Carniti propone un decalogo di grande chiarezza per ricordare cose che dovrebbero essere largamente note, ma che molti - anche a sinistra - sembrano aver dimenticato.


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