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 Lavoro Riduci

Carniti: la Caporetto del contratto nazionale

Parla l'ex segretario della Cisl: "Pomigliano è un punto di svolta, si illude chi dice che non si ripeterà. Il vero errore dei sindacati è l'afasia su una strategia per il futuro"

(pubblicato su Repubblica il 23 giugno 2010)

Carniti, lei lo avrebbe firmato l' accordo su Pomigliano? Pierre Carniti, come tutti ricorderanno,è stato segretario della Cisl in uno dei periodi più effervescenti del conflitto sociale in Italia, quello iniziato nel 1969.

"Io credo che non bastino le firme, o una vittoria dei sì al referendum, per chiudere questa vicenda. Non c' è stata una trattativa. La Fiat ha stabilito delle condizioni poi ha detto: "prendere o lasciare". Più di che di accettazione si può parlare di capitolazione, resa. Ma questo non garantisce l' azienda nel medio-lungo periodo, funzionano le cose che si basano su un consenso reale".

Ha sbagliato Marchionne o i sindacati che hanno firmato? O la Fiom che rifiuta?

"Diceva Churchill a proposito della guerra Boera: "E' un disastro, perché tutti hanno qualche ragione". Marchionne voleva garantirsi rispetto ad alcuni problemi pratici, come l' assenteismo superiore alla media. Ha ricordato i 1.500 assenti a alle ultime elezioni perché impegnati come scrutatori o rappresentanti di lista. Ma il sindacato non c' entra: queste cose sono regolate per legge. Ma in fondo si tratta di cose di contorno".

Perché, qual è quella centrale?

"Quella centrale è che questa vicenda segna l' inizio della fine per il contratto nazionale. Si illudono quei politici che dicono, come Enrico Letta, "Pomigliano sì, ma non è ripetibile". Non andrà così. C'era già stato un primo passo del governo, con la detassazione degli straordinari e la tassazione al 100% degli aumenti contrattuali. Ma questo è un vero punto di svolta. Le Confederazioni, invece di litigare come comari facendo il tifo per la loro squadra, dovrebbero aprire un grande dibattito: cosa c'è dopo il contratto nazionale? Da altre parti vengono delle proposte, il salario minimo garantito, il contratto unico. Non le condivido, ma sono ipotesi. L'unico grande assente è il sindacato, che appare del tutto afasico. Come si difendono i lavoratori senza il contratto nazionale? Tutto si può cambiare, ma bisognerebbe avere un'idea di come".

Ma insomma, lei avrebbe firmato?

"Io ho firmato anche accordi pessimi, come quello Fiat dell'81. Può succedere di doversi arrendere, e non volli lasciare Lama da solo. Qui più che firmare, vista l'assenza di trattativa, avrei preso atto".


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