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 Politica Riduci

Sinistra elettronica
Circola una lista di partiti e gruppuscoli di sinistra, e il numero è superiore a trenta. Per molti di questi non siamo più nemmeno alle dimensioni dell’atomo, ma addirittura dell’elettrone. Le tre formazioni maggiori – Mdp, Si e Possibile – si sono unite, ma probabilmente non avranno il voto di tutti gli altri. Così langue la forza che ha guidato per oltre un secolo il progresso sociale


(pubblicato su Repubblica.it il 22 nov 2017) 

Spesso si dice che a sinistra ci si divide fino a formare partitini delle dimensioni di un atomo. Ebbene, non è vero: ce ne sono di ancora più piccoli, il paragone più adeguato è semmai l’elettrone, anche perché, com’è noto, ha una carica negativa.

Circola in rete un elenco di questi gruppi.  Lo ripropongo così come l’ho trovato, non è detto che sia precisissimo e nemmeno che sia completo. Alcuni gruppi non hanno l’ambizione e neanche l’intenzione di proporsi come partiti, altri stanno tentando di unirsi (per esempio i primi della lista), ma resta un numero impressionante di sigle. Eccole qua.

1 - MDP articolo 1

2 - Sinistra Italiana (ex SEL)

3 - Possibile di Civati

4 - Lista altra Europa (ex con Tsipras)

5 - Campo Progressista di Pisapia

6 - Partito Comunista di Rizzo

7 - Partito Comunista Italiano (con simbolo di Guttuso) di Alboresi

8 - Essere Comunisti di Grassi

9 - Partito Rifondazione Comunista di Maurizio Acerbo (subentrato a Ferrero)

10 - Partito Comunista dei lavoratori di Ferrando

11 - Partito Comunista d'Italia marxista leninista di Savio

12 - Partito Marxista leninista di Scuderi

13 - Partito di alternativa Comunista di Lotito

14 - Azione Civile di Ingroia

15 - Verdi di Covatta

16 - Lotta Comunista

17 - Comitati d'appoggio alla Resistenza

18 - Partito Comunista (Marxista-Leninista) Italiano.

19 - Partito Comunista d'Italia (marxista-leninista)

20 - Partito Comunista dei Lavoratori.

21 - Partito Comunista di Sardegna.

22 - Partito Comunista Internazionalista.

23 - Partito della Rifondazione Comunista. Sinistra Europea

24 - Partito di Unità Proletaria per il Comunismo.

25 - Rete dei Comunisti

26 – De Magistris Sindaco

27 - Sinistra Critica, col simbolo quadrato così che non possa esser messo sulle schede elettorali, purtroppo si scinde dopo meno di 20 mesi dalla sua fondazione in due tronconi:
27bis - Sinistra anticapitalista
27tris - Solidarietà Internazionalista

28 - Libertà e Giustizia

29 - Alleanza popolare per la democrazia e l'eguaglianza (quelli del Brancaccio)
29bis - (Falcone x nuovo soggetto politico)
29tris - (Montanari x nuovo soggetto politico)

30 - Diem25 (Varoufakis)

Dato per perso il Pd alla sinistra, visto che anche alcuni dei padri fondatori parlano di un’avvenuta “mutazione genetica”, lo spazio politico della sinistra che rimane si può stimare a circa il 10% dell’elettorato, intendendo con questo termine quelli che ancora vanno a votare. Nell’area dell’astensione, che ormai è circa un terzo del totale (sempre che non aumenti ancora), ci sarebbero praterie da conquistare, ma a quanto pare ancora nessuno ha trovato la chiave per riuscirci.

Un partito con il 10% avrebbe comunque un suo peso, specie nel panorama frantumato che si prevede dopo le prossime elezioni come esito della nuova legge elettorale, ma quel 10% è una chimera perché ci saranno tante liste che sottrarranno ognuna uno zero-virgola, e tanti zero-virgola possono fare vari punti. Anche se le tre principali formazioni – Mdp, Si e Possibile – si sono unite, probabilmente non avranno il voto di tutti gli aderenti alle agli altri 27 e passa gruppetti.

Come sia potuto accadere che la sinistra, protagonista per oltre un secolo del progresso sociale, si sia ridotta in questo modo, ci sono molte analisi storico-politiche e culturali che lo spiegano. Eppure il risultato resta inspiegabile.


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