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 Cronache

Rimetti a loro i debiti. E non ne approfittare
I condoni possono essere usati male: ma a volte non è solo colpa dei paesi poveri

(Pubblicato su Eguaglianza & libertà il 26 lug 2002) 

La questione del condono dei debiti ai paesi poveri del mondo riemerge periodicamente nelle cronache e, con altrettanta regolarità, riaccende le polemiche tra due "partiti": quello "buonista", secondo cui il condono va fatto e basta; e quello "realista" di chi sostiene che bisogna però esser certi che l'abbuono inneschi realmente un circolo virtuoso di risanamente e non vada invece solo a vantaggio di governanti corrotti o favorisca magari la spesa in armamenti dei paesi condonati.
In linea di massima si dà per scontato che chi condona faccia un'opera di bene e che i rischi di un cattivo uso siano solo dalla parte dei debitori. Ma una vicenda che qualche tempo fa ha fatto rumore nel Regno Unito può essere un esempio che non sempre l'alternativa è così semplice. Ricordiamola.

Aprile 2000: il Fondo monetario internazionale e la Banca Mondiale annunciano che alla Tanzania, uno dei paesi più poveri del mondo, saranno condonati due miliardi di dollari di debito estero, quasi la metà dei 4 miliardi e mezzo del suo debito totale. Uno dei più importanti creditori è la Gran Bretagna, che abbonerà 100 milioni di sterline, circa 160 milioni di euro.

Agosto 2001: un articolo sul Financial Times, subito ripreso da tutta la stampa inglese, rivela che la Tanzania sta acquistando un costoso sistema di controllo radar, che serve anche ad usi militari, e spenderà 28 milioni di sterline, oltre 45 milioni di euro.

Si apre un acceso dibattito sia sui media inglesi che nel governo. Il Cancelliere Gordon Brown, che molto si è adoperato per il condono del debito, fa fuoco e fiamme. Clare Short, ministro per lo Sviluppo internazionale, si dichiara scandalizzata. Possibile che un paese povero e indebitato, appena ricevuta una boccata d’ossigeno, getti via i soldi per comprare un sistema di cui – secondo il FT – non ha bisogno, perché ne basterebbe uno che costasse un terzo di quella cifra?

Fin qui sembrerebbe una storia esemplare a pieno sostegno delle tesi dei "realisti". Ma c’è un particolare non di poco conto. Da chi compra, la Tanzania, il costoso sistema radar? Da Bae System, il maggior gruppo inglese di aeronautica e difesa (e con un finanziamento della Barclays bank).

Trattandosi di una commessa soggetta ad autorizzazione da parte del governo, Tony Blair potrebbe bloccare tutto, come chiedono a gran voce Brown e la Short, oltre a gran parte dell’opinione pubblica. “Stiamo vendendo alla Tanzania una Rolls-Royce per far quello per cui basterebbe una Ford Mondeo”, dichiara alla Bbc Andrew Pendleton, dell’organizzazione Christian Aid. Ma subito insorge Andrew Turner, parlamentare dell’Isola di Wight: “La cancellazione dell’ordine sarebbe un disastro: si perderebbero 250 dei 900 posti di lavoro della Bae nell’isola”.

Nel frattempo è intervenuta anche la Banca Mondiale per chiedere spiegazioni alla Tanzania e cercare di dissuaderla dall’acquisto. Ma fonti della Banca fanno sapere che non sarebbe corretto condizionare gli aiuti internazionali al veto su un singolo progetto. Sempre fonti della Banca osservano però che la spesa corrisponde a un terzo del budget per l'istruzione di base in Tanzania. Secondo altri conteggi, con quella cifra si potrebbero mandare a scuola 3 milioni e mezzo di bambini tanzaniani o dare assistenza sanitaria due milioni di cittadini del paese.

La Tanzania, da parte sua, difende la sua scelta. “Due jumbo che precipitano nel nostro paese fanno accettare o no alla gente la necessità che ci forniamo di un sistema radar?”, dice il ministro degli Esteri Jakaya Kikwete alla corrispondente della Bbc. “Inoltre il nuovo sistema ci permetterà di tracciare i voli degli aerei stranieri nel nostro spazio aereo e farci pagare le tasse: ci aspettiamo entrate fra 2 e 5 milioni di dollari l’anno. Perché non si mette anche questo nel conto?”. Il ministro, naturalmente, non precisa se questo sarebbe possibile anche con un sistema meno costoso. L’addetto militare a Londra, colonnello Gaby Comba, dichiara da parte sua di non capire tutto questo chiasso, visto che l’affare era stato deciso quattro anni fa. Più o meno quando si è cominciato a discutere di cancellazione del debito, potrebbe pensare qualche maligno.

La storia ha avuto un epilogo alla fine del 2001: Blair autorizza l’operazione. Consuntivo: la Tanzania non ha fatto una bella figura a livello internazionale, pagherà 28 milioni di sterline alla Bae ma ha avuto un condono da Londra di 100 milioni di sterline e le rimane comunque un sofisticato sistema radar. La Bae avuto una grossa commessa, la Barclays Bank ha fatto i suoi guadagni e l'Isola di Man ha conservato 250 posti di lavoro. La sanità e l'istruzione della Tanzania potevano avere 45 milioni di euro che non hanno avuto.

Una sola cosa è difficile capire: chi, tra il paese africano e quello europeo, potrebbe scagliare la prima pietra?


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