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 Lavoro

Glossario

Contrattazione nazionale (o centralizzata). E’ quella che viene realizzata dai sindacati nazionali dei vari settori (metalmeccanici, tessili, chimici, ecc.) e si applica a tutta la categoria interessata. L’accordo del luglio ’93 ha stabilito che, dal punto di vista economico, concordi aumenti al solo fine di recuperare l’inflazione.

 

Contrattazione decentrata. E’ quella che si attua a livello aziendale o territoriale. Dal punto di vista economico punta ad assicurare ai lavoratori almeno una parte del maggior valore ottenuto dagli aumenti di produttività (v.). Di fatto esiste solo in alcuni settori e in una parte delle aziende (di norma quelle più grandi).

 

Flessibilità (del lavoro). Può riguardare gli orari, l’organizzazione del lavoro, le forme contrattuali (nel senso di permettere tipi di rapporto diversi da quello di assunzione a tempo indeterminato o anche una maggiore libertà di licenziare). E’ considerata dagli imprenditori un fattore determinante di competitività.

 

Produttività. Il maggior valore che si riesce a realizzare migliorando l’impiego del fattori della produzione, lavoro e capitale. Questo maggior valore dovrebbe essere diviso fra imprese e lavoratori, compito affidato alla contrattazione decentrata.

 

Retribuzioni contrattuali. Sono quelle che derivano dalla contrattazione nazionale.

 

Retribuzioni di fatto. Comprendono gli aumenti derivanti dalla contrattazione aziendale o territoriale, dagli straordinari, dagli scatti di anzianità, da indennità per determinate prestazioni (turni o orari particolari, ecc.), dai premi di produzione, dagli aumenti discrezionali decisi dai datori di lavoro. In questo aggregato si considera anche la cassa integrazione e i guadagni dei lavoratori “sommersi” (ovviamente stimati). Circa il 30% del totale delle retribuzioni deriva da queste voci.

 

TIP (tasso d’inflazione programmato). E’ l’obiettivo di inflazione che il governo indica ogni anno nel Dpef e che fa da “tetto” alla contrattazione nazionale. Quando il Tip è sottostimato rispetto a quanto poi succede realmente, come spesso è accaduto, la differenza viene recuperata nella successiva tornata di contratti.

 

Valore aggiunto. E’ la stessa cosa del Pil. E’ il reddito prodotto in un anno nel paese. La quota che va alle diverse componenti (profitti, retribuzioni, rendite, imposte e contributi) fa capire quali categorie stanno aumentando i guadagni o perdendo terreno.

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