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 Economia Riduci

Produttività e declino
Il crollo degli investimenti nel 2009 dopo il netto calo del 2008 dovrebbe far riflettere sui limiti di una politica, da parte sia del governo che degli imprenditori, che punta solo all’uso più intensivo e meno costoso della forza lavoro

Sarà forse il caso di riflettere bene sui dati appena diffusi dall’Istat sul crollo degli investimenti, perché hanno implicazioni politiche di non piccolo rilievo.

Si può certo dire che, visto che siamo in mezzo alla più grave crisi mondiale dopo quella degli anni ’30, e visto che una delle sue caratteristiche è stato il prosciuganento del credito alle imprese, questo crollo è, se non “normale”, almeno comprensibile. Ma la riflessione non può finire qui, in un paese dove da anni si discute di produttività stagnante e di “declino”.

Che la produttività in Italia non cresca da oltre un decennio è un fatto. Ma sul perché questo accada non ci sono spiegazioni semplici e nemmeno risposte univoche. Si tratta di un problema estremamente complesso, a partire dalla sua misurazione sulla cui precisione sono stati spesso avanzati dei dubbi.
                                                                                                                  (segue)


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Produttività e declino - Il crollo degli investimenti nel 2009 dopo il netto calo del 2008 dovrebbe far riflettere sui limiti di una politica, da parte sia del governo che degli imprenditori, che punta solo all’uso più intensivo e meno costoso della forza lavoro (1 lug) 

Carniti: la Caporetto del contratto nazionale - Parla l'ex segretario della Cisl: "Pomigliano è un punto di svolta, si illude chi dice che non si ripeterà. Il vero errore dei sindacati è l'afasia su una strategia per il futuro" (23 giu)

Considerazioni "alla tedesca" - Non ha dato spunto a polemiche, quest’anno, il discorso del governatore. Che però ha preso una posizione molto netta sul futuro dei conti pubblici con implicazioni non da poco sulla politica economica. Forse con un occhio a Francoforte (31 mag)

Le "mani visibili" che fanno scendere l'euro - La ricetta contro la speculazione consiste in tagli pesanti ai bilanci e blocco dei salari. Ma questo provocherà deflazione e gli stessi speculatori prendono allora di mira la moneta europea, in un circolo vizioso alimentato dai soldi gratis distribuiti dalle banche centrali. Si vuole curare la crisi con le stesse idee che l’hanno generata (19 mag)

Crisi, chi paga il conto - Le conseguenze di un danno dovrebbero ricadere su chi l’ha provocato. Ma non è quello che sta avvenendo. E anche le ricette dell’ultimo Bollettino della Bce insistono soprattutto su un fattore: i salari. E ancora non ci sono misure per evitare che il disastro si ripeta (13 mag)

Il pollaio Europa e la volpe Miliband - Il premier britannico Gordon Brown ha rilanciato la candidatura di David Miliband a ministro degli Esteri dell’Ue. Per Brown sarebbe un doppio vantaggio, ma per l’Europa designare alla carica più importante il rappresentante del paese che da sempre ne frena lo sviluppo sarebbe come mettere la volpe a guardia del pollaio (10 nov)

Tobin tax, dai no-global al G20 - Nel vertice in Scozia  il premier inglese Gordon Brown ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Un’idea avanzata nel 1972 dal premio Nobel James Tobin, poi fatta propria dai movimenti internazionali per combattere la povertà. Ma “la fantasia al potere” è durata poche ore (7 nov)

Troppa flessibilità fa male ai muscoli - Di che cosa si parla quando si discute di posto fisso? I discorsi degli imprenditori e di molti economisti sottintendono una realtà inesistente, ossia che l'impresa non abbia possibilità di dosare il fattore lavoro secondo le esigenze produttive. Sarebbe invece più utile, guardando alla storia del XX secolo e degli ultimi 30 anni in particolare, chiedersi se la flessibilità non sia nociva per l'economia in generale e anche per il funzionamento delle imprese (5 nov)

I giorni dell’Irap - Pessima, anzi ottima: le ragioni di chi vorrebbe abolire un’imposta sulle imprese odiata fin dalla sua introduzione e le repliche di chi la difende, spiegando la logica di quegli aspetti che gli accusatori considerano assurdi, come il fatto che bisogna pagarla anche se il bilancio chiude in rosso (22 ott)

Emigriamo in Tunisia - Un’altra delle solite classifiche di fonte “autorevole”: stavolta è il World Economic Forum che ci colloca al 48° posto (su 133 paesi) nella graduatoria della competitività. Meglio di noi si piazzano l’Islanda e il Cile, la Lettonia e la Tunisia, dove, secondo il Rapporto, le popolazioni hanno “migliori opportunità”. Ma c’è poco da ridere: queste castronerie hanno uno scopo (8 sett)

Nome: Pd. Identità: non pervenuta - La battaglia congressuale del Pd entra nel vivo e i tre candidati, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, hanno presentato i loro programmi (in coda, i link). Fra le belle frasi, nella maggior parte dei casi del tutto condivisibili in quanto estremamente vaghe, non  è facile cogliere le differenze (27 lug)

Tre candidati per una corsa in salita - Dario Franceschini, Pier Luigi Bersani, Ignazio Marino: in lizza per la segreteria di un partito da reinventare. Che Pd sarebbe, nei tre diversi casi? Proviamo ad esaminare gli elementi di cui finora possiamo disporre (4 lug)

L’Ocse e i conti senza le tasse - L’organizzazione ha diffuso una studio in cui confronta i sistemi previdenziali dei paesi membri e  da cui risulta che l’Italia spende in rapporto al Pil il doppio della media. Ma la metodologia utilizzata (anche da altre istituzioni sovranazionali e nazionali) si presta a parecchie obiezioni (23 giu)

Draghi: niente quiete dopo la tempesta - Altro che "il peggio è alle nostre spalle": l'Italia è in bilico e senza un deciso intervento di politica economica, che il governo finora non ha attuato, rischia di precipitare in un avvitamento negativo dell'economia. Dalla relazione del governatore emerge una fortissima preoccupazione (29 mag)

CCCP: Competitività, Cuneo,Contrattazione, Previdenza - Una discussione con l’economista del Cerm Nicola Salerno sui temi del welfare, dei salari e dell’industria. Non abbiamo risolto tutti i problemi dell’Italia, ma magari ci trovate qualche spunto interessante (28 mag)

Qualche altra domanda al premier - Se Berlusconi dovesse mai decidere di rispondere alle domande poste da Repubblica sul caso di Noemi Leitizia, potrebbe approfittare dell’occasione per chiarire anche qualche altro dettaglio su fatti collegati al caso Mills (26 mag)

Il welfare e l’identità della sinistra - Un saggio di Laura Pennacchi, "La moralità del welfare - Contro il neoliberismo populista", mostra come lo sviluppo della protezione sociale e dei diritti di cittadinanza siano connaturati a quello della democrazia e fa giustizia della teoria della fine delle differenze tra destra e sinistra (14 mag)

Cronache del dopo-bolla - Le analisi sulla crisi e le proposte del Nobel Stiglitz, del banchiere Masera, dell'economista Spaventa e del direttore dell'Abi Zadra. L'economista americano: "Basta con le mega-banche". L'impazzimento della finanza e le nuove regole da adottare (7 mag)

Il Cavalier Multivac - L’idea di Berlusconi di far votare in Parlamento solo i capigruppo (dieci persone, su mille parlamentari!) fa tornare alla mente il racconto di fantapolitica di un celeberrimo scrittore e scienziato americano, Isaac Asimov (11 mar)

Previsione e rassicurazione - Tutti i grandi centri che formulano previsioni affermano che nel 2010 ci sarà la ripresa. Ma che credibilità ha una previsione a un anno, visto che gli stessi soggetti continuano a correggere in peggio le stime da un mese all'altro? Il fatto è che a cercare di rimediare alla crisi sono gli stessi che hanno contribuito a provocarla (10 mar)

Pio XII più laico di Berlusconi - In un discorso ai medici cattolici del 1957 escludeva che in casi come quello di Eluana si possa parlare di eutanasia e ribadiva il diritto del malato o dei familiari di rifiutare cure non ordinarie. Quanto al momento della morte, "la risposta non può derivare da alcun principio religioso e morale e, per tale aspetto, essa non cade sotto la competenza della Chiesa" (9 feb)

A Passera uno scherzo da Prelatura - Pubblicato per poche ore un falso profilo su Facebook in cui il banchiere, oltre a cercare “una relazione” e “appuntamenti” in rete, risultava membro dell’Opus Dei (17 gen)

Le pagelle di chi ha sbagliato tutto - L’Italia è in coda alla classifica della libertà economica, scrivono tutti i giornali. E chi l’ha stilata questa classifica? I signori della Heritage Foundation, i capostipiti dei principi neo-con e ultra liberisti ai quali dobbiamo l’attuale disastro dell’economia mondiale (13 gen)

Una rondine non fa primavera. Neanche per le Borse - Il 2009 è iniziato con robusti rialzi, ma è molto improbabile che la fase negativa sia finita. Ogni crisi è diversa dalle altre e quindi non si può mai dire, ma se dovessimo basarci sull’esperienza dovremmo prevedere un periodo nero di molti anni e un ribasso esagerato quanto lo è stato il rialzo precedente (3 gen)

Un fallimento liberista - A portare alla bancarotta i giganti dell'auto Usa sono stati anche, e in modo determinante, i deficit dei Fondi aziendali pensionistici e sanitari. La società ha chiesto ai privati i servizi di welfare che lo Stato non fornisce, e questo è il risultato (12 dic)

La crisi di inizio secolo - Sarà probabilmente ricordata così, come quella degli ultimi anni dell’800 che è invece “la crisi di fine secolo”. Le riduzioni di tassi e i piani di aiuto dei governi sono terapie di sostegno, ma la guarigione richiederà anni, perché devono essere riassorbiti fortissimi squilibri dell’economia mondiale (4 dic)

Perché è sbagliato detassare Stachanov - Il governo replica il provvedimento di detassazione per i premi di produttività. Che però non serve allo scopo dichiarato (aumentare la produttività, appunto), ma a ridurre il costo del lavoro e dare più libertà agli imprenditori nella gestione del salario (28 nov)

La tedesca, il francese e il giapponese Almunia - Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno firmato un appello congiunto per sospendere le regole europee che impongono un rigore di bilancio che non permette di tamponare i guasti della crisi finanziaria. Solo il commissario alle Finanze Joaquin Almunia continua a insistere su quelle regole, come i giapponesi che continuavano a combattere senza sapere che la guerra era finita (25 nov)

Tu rischi, io guadagno - L'Euribor, il parametro più usato dalle banche per indicizzare i mutui è sommerso dalle critiche, perfino dei banchieri centrali. Dopo le quali è arrivato il primo mutuo indicizzato al tasso Bce. Ma perché le banche avevano scelto proprio quello? Per scaricare il rischio sui clienti (11 nov)

Ocse, pressione fiscale e pressione politica - L’organizzazione ha diffuso i dati della consueta classifica e l’Italia risulta al sesto posto. Sono stati due ricercatori della stessa organizzazione a dimostrare in uno studio che per calcolare in modo corretto la pressione fiscale bisognerebbe considerare altri fattori. Ma si continua a non tenerne conto (15 ott)

Euribor: pensate anche ai “piccoli” - Il tasso da cui dipendono le rate della maggior parte dei mutui resta ai massimi da 14 anni nonostante il taglio del tasso di sconto. Ma è inappropriato allo scopo per cui è usato: lo dice anche Bini Smaghi della Bce (10 ott)

Gli errori del ’29 e il rischio di oggi - Gli sbagli più gravi che trasformarono la crisi di Borsa in depressione oggi non vengono ripetuti, tranne, finora, uno in Europa. Che potrebbe portare a incidere il Patto di stabilità sulla lapide della crescita (8 ott)

Il rischio di panico e la logica del cerino - La crisi si sta rivelando una bomba a più stadi, innescata dalla deregolamentazione, fatta detonare dai mutui subprime, amplificata dalla speculazione al ribasso, in un gioco che forse è sfuggito di mano a tutti (6 ott)

Attacco alle banche, le unghie della speculazione - Mentre per i casi esteri gli istituti che crollavano in Borsa erano effettivamente in difficoltà non sembra che esistano motivi del genere per le banche italiane, Unicredit e Intesa SanPaolo (1 ott)

Petrolio, balzo sul nulla - D'improvviso il prezzo sale di quasi 30 dollari in una sola seduta, una cosa mai vista. Bush sta bombardando l'Iran? Ma no: solo solo gli speculatori al ribasso che si ricoprono alla scadenza del contratto future di ottobre (23 set)

La verità è nuda, meglio coprirla - La vicenda del dipinto del Tiepolo nella sala stampa di Palazzo Chigi è una perfetta allegoria del modo con cui Berlusconi vuole esercitare la sua leadership: se ritiene che la “Verità svelata” non sia opportuna, la modifica senza pensarci due volte (12 ago)

Corpus nostrum - Vescovi e cardinali, cattolici senza dubbi, atei devoti, politici in cerca di benemerenze e persino qualche insospettabile giurista si affannano per trattenere in una parodia di vita il corpo di quella che fu Eluana Englaro, arrivando ad evocare il conflitto tra poteri dello Stato (16 lug)

Giustizialisti e malfattori - La legge che blocca i processi del premier è a un passo dall'approvazione definitiva: si fermerà dunque il processo di Milano dove Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria, falso in bilancio, appropriazione indebita, frode fiscale e dove ci sono montagne di documenti per sostenere l'accusa. Intanto molti intellettuali si scagliano contro i "giustizialisti" e invocano la "legittimazione reciproca" degli schieramenti politici (9 lug)

Draghi, tra spunti originali e "pensiero unico" - Anche nelle Considerazioni di quest'anno il governatore insiste su alcuni temi importanti che i suoi predecessori avevano trascurato, come la difesa dei risparmiatori e i conflitti d'interesse nella finanza. Ma nelle parti che riguardano la politica economica e il mercato del lavoro si lascia andare ai luoghi comuni di moda tra gli economisti e i politici (1 giu)

Non basta lavorare di più - I dati Istat confermano l'inutilità della detassazione degli straordinari ai fini della produttività: nel 2007 le ore lavorate sono aumentate, ma il valore aggiunto prodotto con ogni ora di lavoro è diminuito (9 lug)

Straordinari, l'opera da tre soldi - Il provvedimento di detassazione varato dal governo è finanziato per ora con soli 400 milioni. Meglio così, perché non raggiungerebbe in ogni caso i due scopi dichiarati (aumentare le retribuzioni e favorire la competitività). Ma allora perché si fa, con il plauso di Confindustria? Perché alle imprese quelle ore costano meno delle ordinarie (22 mag)

Le ceneri della sinistra - Si può fare a meno della sinistra? Basta una tornata elettorale a mettere fine, con la durezza dei fatti, al dibattito se abbia ancora un senso definirsi "di sinistra"? Le analisi sul risultato elettorale hanno messo in evidenza alcuni fattori sui quali è opportuno riflettere (23 apr)

Né di sinistra, né di destra. Né presentabile - Sono in molti a insistere che le forze politiche maggiori dovrebbero accordarsi su una serie di obiettivi che non sarebbero "né di destra, né di sinistra", ma indispensabili per il paese. Nel dibattito teorico vengono spesso introdotti elementi di confusione, ma è invece chiaro l'obiettivo pratico di una parte dei ceti dirigenti: dopo le elezioni, una "grande coalizione" che faccia una politica liberista (13 mar)

Petrolio, un record che non è un record - A New York è salito ancora di un cent a 100,10 dollari al barile ritoccando il record nominale del 3 gennaio. Ma se si considerano l'effetto dell'inflazione e le variazioni dei cambi si scopre che non siamo ancora ai livelli toccati nel '79 e nell'80-82 (19 feb)

Le divisioni del Papa - L’improvvida iniziativa dell’invito al Pontefice da parte del rettore della Sapienza e le reazioni che ha provocato hanno spaccato il mondo accademico e quello politico. La contestazione dei docenti era condivisibile, ma l’opposizione alla presenza di Benedetto XVI politicamente sbagliata: si poteva fare qualcosa di diverso (18 gen)

Il Berlusgate e la privacy di Nixon - Un piccolo confronto fra il caso della telefonata di Berlusconi e il Watergate: gli americani costrinsero un presidente a dimettersi, da noi importanti politici, anche del centro sinistra, non discutono del tentativo di corrompere i senatori, ma della privacy del Cavaliere (3 gen)

Metti una sera Walter e Silvio… - La riforma elettorale e i possibili scenari. Gli attori, la possibile sorte del governo, le varie ipotesi di cambiamento del meccanismo elettorale. Il dialogo fra Veltroni e Belusconi poggia su una oggettiva convergenza di interessi (7 dic)

Una Finanziaria "bestiale" - Un emendamento introdotto nella notte si occupa degli animali abbandonati. Lodevole, ma fuori posto in una legge che si dovrebbe occupare di grandezze macroeconomiche. E ci sono anche somari e bardotti (6 dic)

Euro e petrolio, record "cugini" - Le loro quotazioni vanno sempre più su. Oggi la valuta Ue ha toccato 1,4571 sul dollaro, il greggio i 97 dollari. C'è qualche legame tra i due fenomeni, ma le cause di base sono diverse (6 nov)

L’insostenibile leggerezza del salario - Il governatore Draghi ha avuto il merito di attrarre l’attenzione su un problema peraltro largamente noto. Ma ciò che stupisce sono alcune delle reazioni che ha suscitato (30 ott)

Riassunto della Previti story - Ci sono voluti 433 giorni perché Cesare Previti, condannato per corruzione a sei anni e all'interdizione dai pubblici uffici, fosse dichiarato decaduto da deputato dalla Giunta delle elezioni. Qui ho raccolto i link ad alcuni articoli in cui mi sono occupato del caso (31 lug)

Articolo 18 e scalone pari non sono - La battaglia contro il brusco innalzamento dell’età pensionabile ha assunto i toni che ha avuto quella sulla modifica allo Statuto dei lavoratori. Ma una cosa è la libertà di licenziare, altro è che un pugno di persone debbano lavorare tre anni in più. Ingiusto, certo: ma su questo problema si potrebbe trattare, mentre sarebbe insensato far cadere il governo (12 lug)

Tre schiaffi alle banche - Cardia, Draghi, Padoa Schioppa: per la prima volta le maggiori istituzioni di controllo prendono decisamente le parti dei clienti. Il motivo c'è: tutto è cambiato nel mondo del credito (11 lug)

Banche e finanza, la strigliata della Consob - La relazione annuale del presidente dell'Authority sulle società e la Borsa denuncia i punti oscuri del sistema e annuncia iniziative per correggerli. I costi eccessivi delle banche, i conflitti d'interesse che pervadono società e investitori istituzionali (9 lug)

Mito e realtà dell’”economia sociale”
- Chiamata anche Non profit o Terzo settore, continua a riscuotere consensi tra politici e intellettuali anche progressisti, che vi vedono addirittura il modo di andare “oltre” l’attuale sistema di welfare. Le sue virtù, però, sono proclamate, ma mai provate. E anzi l’osservazione di quel che accade nella realtà dovrebbe far capire che si tratta di una strada senza sbocco e anche dannosa (22 giu)

Gli eversori in Parlamento - Sostenere che la maggioranza che sostiene il governo non rappresenta più la maggioranza del paese può far far parte della dialettica politica, ma pretendere, in base a questo, elezioni subito è una posizione eversiva (8 giu)

La polizza vita che rende quanto il materasso - Il nome è "Conto pensione", ma dopo sette anni di versamenti il capitale maturato è meno dei soldi versati: colpa di spese e tasse. Solo grazie alle detrazioni fiscali si va quasi in pari. Un esempio di prodotto venduto per quello che non è (30 mag)

Montezemolo: efficace, di parte, non originale - Il discorso all'assemblea di Confindustria è stato di grande effetto. Anche troppo: il presidente non ha fatto che ripetere tutte le problematiche da tempo presenti nel dibattito politico. Né ci si può stupire che abbia rivendicato i meriti degli imprenditori, omettendo errori e malefatte (27 mag)

Sull’economia Palazzo Chigi non si consiglia - I pochi superstiti del Dipartimento economico della presidenza del Consiglio sono pagati per non far nulla. Eppure fu proprio Prodi, ai tempi del suo primo governo, a creare questa struttura. Emarginati da Tremonti, speravano che ora l’aria cambiasse, invece niente (24 mag)

La linea del Pd, Dico e non dico - Esponenti del futuro Partito democratico ad entrambe le manifestazioni, contrapposte, sulla famiglia. Ma non è l’unico caso: le stesse distanze che si registrano sui problemi religiosi ci sono per l’economia e per il welfare. E’ forse il caso di riflettere sul fatto che i confini del partito sono troppo indefiniti (12 mag)

La vergogna del cinque per mille - Il governo aveva assicurato che i criteri per selezionare i beneficiari di una quota delle nostre tasse sarebbero stati più restrittivi, invece non è cambiato niente: nell’elenco rimangono Guardia Padana e Donne padane, l’Associazione del tamburello e l’Accademia del Peperoncino, circoli di golf, di squash e di bridge e persino il Rotary Club. Si getteranno via così dai 270 ai 660 milioni (8 mag)

W il 1° maggio rock e proprietario - La folla a Piazza San Giovanni è fatta soprattutto di giovani che probabilmente non hanno mai sentito i vecchi slogan della sinistra. Ma forse è giusto così: il “Concertone” per la festa del lavoro è la rappresentazione di un mondo ormai profondamente cambiato (1 mag)

Mastella e il dispetto alla moglie - La minaccia di mettere in crisi il governo per evitare una riforma elettorale sgradita è probabilmente un bluff: gli effetti sarebbero deleteri per il centro sinistra e per il paese, ma non eviterebbero ciò che il leader dell'Udeur teme (15 apr)

Perché un telefono è diverso da un aereo - Chi sostiene che è irrilevante se la proprietà di Telecom passa all’estero non considera che è l’azienda italiana che spende di più in ricerca (5 apr)

I vescovi e la coscienza dei cattolici La nota dei vescovi sul comportamento dei politici cattolici afferma due cose in modo diretto: noi possediamo la verità; quindi dovete fare quello che diciamo noi. E un’altra cosa in modo indiretto: i cattolici non hanno una coscienza propria (30 mar)

Obiezione di coscienza? Sì, ma non gratis - Il principio, previsto anche nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo, va rispettato, ma bisogna anche evitare di subire scelte opportunistiche. Bisognerebbe prevedere quanto meno una “compensazione”, come si fece per la leva obbligatoria: il servizio civile durava di più (28 mar)

Mica scemi certi “estremisti” - Una delle polemiche ricorrenti della destra è che l’ala radicale della sinistra “dice no a tutto” per partito preso. Ma può succedere, guarda un po’, che persone qualificate, pur essendo lontanissime da quelle posizioni politiche, esprimano opinioni ben motivate che danno ragione a quelle tesi. Come sulla base Usa di Vicenza e sull’alta velocità in Val di Susa (22 mar)

I prelati del liberismo e i bachi del sistema - La rubrica di Hugo Dixon su Repubblica è un piccolo capolavoro di fede cieca. Ma la difesa che fa dei Fondi di private equity dovrebbe far riflettere i nostri responsabili della politica finanziaria sul ruolo di quegli “investitori istituzionali” tanto invocati e a cui viene in parte sacrificata la sicurezza delle pensioni (20 mar)

Il grande intrico della riforma - Modificare il sistema elettorale è necessario, ma avrebbe senso se il risultato fosse di eliminare i partitini dell'1%; che, però, sarebbero disposti a provocare una crisi di governo per evitarlo. Intanto incombe il referendum (18 mar)

I rischi di Wall Street e quelli italiani - La Borsa americana trema. Sono sempre di più i mutui immobiliari non rimborsati, e questo può innescare una reazione a catena: fallimento degli intermediari specializzati, grosse perdite per le banche che li hanno finanziati, ma anche per Fondi pensione e Hedge Fund, quindi un ribasso delle quotazioni che, dopo quasi sei anni di crescita, potrebbe essere pesante. Può succedere la stessa cosa anche in Italia?
(15 mar)

S’i’ fossi Prodi… - I dodici punti su cui il presidente ha impegnato la maggioranza che poi gli ha rivotato la fiducia hanno un significato simbolico oltre che programmatico. Ma ci sono almeno quattro problemi, di grande importanza, che andrebbero affrontati subito, proprio perché il governo oggi appare a rischio: ora o mai più (o almeno, chissà quando) (1 mar)

La prima volta di un governatore - La Banca d'Italia si era sempre peoccupata dei bilanci delle banche e per nulla dei costi caricati sui clienti. Ora Mario Draghi ha lanciato quasi un ultimatum: o li diminuite, o interverrò io. Non è una svolta "populista", ma una corretta interpretazione del mercato, di cui fa parte sia chi vende che chi li compra (16 feb)

Non possunt? Non calet!- La Chiesa prende una netta posizione contro la legge sulle unioni civili e minaccia una frattura politica. Faccia pure: seguende questa linea riuscirà solo a perdere autorevolezza (7 feb)

La sostenibile leggerezza della crescita - Riemerge l’antica polemica sui rischi della crescita economica. Ma non ha molto senso, non solo perché ormai la maggior parte dei prodotti è del tutto immateriale, ma anche perché si è visto che, se si vuole, si può continuare a svilupparsi inquinando sempre meno (6 feb)

Ti fo pagare e me ne vanto La pubblicità istituzionale sui provvedimenti della Finanziaria proclama orgogliosamente di aver introdotto nuovi ticket. Che negli uffici che preparano queste campagne siano rimasti gli uomini di Berlusconi? (20 gen)

Fondi pensione: problemi immaginari e problemi reali - I sostenitori dello sviluppo di questo strumento utilizzano argomenti in palese contraddizione con la realtà. Il rischio verso cui si spingono i lavoratori invece non è affatto teorico, e implica che a qualcuno potrà andare molto bene e ad altri molto male. Una proposta per un diverso utilizzo del Tfr a fini previdenziali (12 gen)

Il terrorismo dell’Ocse - Gli ultimi dati diffusi dall’organizzazione parlano di un debito pubblico italiano che salirebbe vorticosamente fino a raggiungere il 365% del Pil nel 2050: per evitarlo bisogna tagliare tutto, pensioni, sanità, welfare. Ma il metodo dell’Ocse, dal punto di vista scientifico, vale zero. Allora perché dice queste cose? Viene da pensar male (5 gen)

L’ultima barriera dell’ipocrisia - Piergiorgio Welby se n’è andato mentre la maggior parte del politici, sanitari e giudici coinvolti nel suo caso dava uno spettacolo miserando di affermazione di principi astratti e terrore di assumersi delle responsabilità concrete. Ora faranno di tutto per insabbiare il problema (21 dic)

 

Indecisi a tutto - Caso Welby, solo la ministra ha ancora dei dubbi - Sette mesi non sono bastati per far decadere Previti (13 dic)

Casini a caccia di leadership - Lo ‘strappo’ del leader dell’Udc non sembra una mossa tattica, quanto piuttosto l’inizio di una strategia per conquistare dall’esterno quell’investitura che, altrimenti, difficilmente il centro destra gli darebbe (7 dic)

Giustizia è sfatta - Il modo con cui la Cassazione ha annullato il processo a Cesare Previti è vergognoso. Dato che così è inevitabile che scatti la prescrizione, solo l’aver rilevato gravi vizi di procedura avrebbe giustificato una decisione del genere (1 dic)

Deaglio come Pinocchio - Ha denunciato possibili brogli elettorali: la Procura romana ha aperto un'inchiesta e l'ha subito conclusa mettendo sotto accusa lui per diffusione di notizie false. Ma qualcuno ci spiegherà il mistero delle schede bianche? (28 nov)

Il profit del non profit - Una inchiesta di "Report" sugli esternalizzati degli ospedali romani scoperchia una situazione scandalosa: centinaia di lavoratori precari da anni e con retribuzioni da fame. Ma l'ospedale non risparmia, anzi, spende più che se li assumesse. Il caso impone anche una riflessione sulla realtà della cosiddetta "economia sociale" (18 nov)

Vince la lobby del 5 per mille - E' stata ripristinata, nella Finanziaria, la possibilità di destinare una parte delle tasse pagate a una serie di soggetti: un successivo decreto stabilirà chi può aspirarvi. Sono 250 milioni buttati: l'anno scorso i possibili beneficiari erano circa 40.000, tra cui Guardia padana, amici del peperoncino, circoli del golf (15 nov)

Tfr o Fondi, scelta con brivido - Dice la teoria che nel lungo periodo l’investimento azionario rende di più. E’ vero, ma non sempre: in passato c’è stato un periodo a rendimento zero durato trent’anni. Poi bisogna considerare da una parte le spese, a volte elevate; e dall’altra il fisco favorevole ai Fondi (ma sarà sempre così?). Il Tfr rende poco ma è sicuro. Alla fine la decisione dipende dalla propensione al rischio (10 nov)

Impopolari, ma per qualcosa - Il crollo di popolarità del governo registrato dai sondaggi non è un motivo per parlare di dimissioni, come fa il centro destra. La questione vera è se l’aver scontentato molti cittadini sia servito oppure no ad imprimere una svolta ai problemi del paese (1 nov)

Il maestro con le orecchie d'asino - Le agenzie di rating continuano a dare le pagelle all’affidabilità degli Stati, ma sono esse stesse del tutto inaffidabili. Prima della crisi asiatica del 97 la Corea era valutata quasi come l’Italia; quest’ultima aveva un “voto” appena sotto il massimo prima del quasi-default del ’92: fu ridotto l’anno dopo, a crisi scampata (25 ott)

Un "baco" nella riforma Irpef - Sopra i 30.000 euro chi ha famiglia è svantaggiato rispetto ai single. Come si è prodotto questo singolare effetto, che i tecnici del ministero sono al lavoro per correggere. Anche nel sistema vigente ci sono "errori" di questo genere (17 ott)

Conti pubblici, non è mai Pasqua - La Finanziaria appena presentata è ben diversa da quelle berlusconiane, ma si presta a più di un'obiezione. E neanche questa volta si inizia quello che consentirebbe dei veri risparmi di spesa, le "pulizie di Pasqua" del bilancio (3 ott)

I crudeli pasdaran della vita - Dicono che non si può decidere della vita degli altri, ma in realtà lo fanno, impedendo che si eserciti il diritto a decidere della propria esistenza e condannando a sofferenze inutili (3 ott)

Il mistero Alitalia e il vero scandalo Telecom - Della compagnia aerea non si capisce perché sia considerata "strategica" e meriti questo accanimento terapeutico. Quanto a Telecom, lo scandalo sta nel come è stato accolto il doveroso interessamento del governo (18 sett)

Il teatrino dei tagli - Il dibattito sulla Finanziaria, dai politici italiani ai rappresentanti delle istituzioni internazionali, è tutto concentrato sull'alternativa "più rigore - meno rigore". Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti che il problema dell'Italia è di avere il tasso di crescita più basso dell'Unione (7 sett)

Tre domande al governatore - Le prime "Considerazioni" di Draghi sono senz'altro apprezzabili, ma almeno su un paio di punti c'è da discutere. Nel dopo-elezioni lacrime di caimano, ma non è il momento di tirare il fiato: il prossimo referendum costituzionale è di importanza fondamentale (1 giu)

Cinque per mille, lo spreco ideologico - Sono quasi 40.000 i soggetti a cui può essere destinato il cinque per mille dell'imposta sul reddito: università e centri di ricerca, ma anche Guardia padana, amici del tamburello, circoli del golf. Si disperderanno (e sprecheranno) così, secondo le stime, almeno 270 milioni (27 giu)


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Carniti: la Caporetto 
del contratto nazionale

Parla l'ex segretario della Cisl: "Pomigliano è un punto di svolta, si illude chi dice che non si ripeterà. Il vero errore dei sindacati è l'afasia su una strategia per il futuro"


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Le "mani visibili" che fanno scendere l'euro

La ricetta contro la speculazione consiste in tagli pesanti ai bilanci e blocco dei salari. Ma questo provocherà deflazione e gli stessi speculatori prendono allora di mira la moneta europea, in un circolo vizioso alimentato dai soldi gratis distribuiti dalle banche centrali. Si vuole curare la crisi con le stesse idee che l’hanno generata


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Mario Draghi

Considerazioni 
"alla tedesca"


Non ha dato spunto a polemiche, quest’anno, il discorso del governatore. Che però ha preso una posizione molto netta sul futuro dei conti pubblici con implicazioni non da poco sulla politica economica. Forse con un occhio a Francoforte


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 Finanza pubblica Riduci

Giulio Tremonti

I giorni dell’Irap

Pessima, anzi ottima: le ragioni di chi vorrebbe abolire un’imposta sulle imprese odiata fin dalla sua introduzione e le repliche di chi la difende, spiegando la logica di quegli aspetti che gli accusatori considerano assurdi, come il fatto che bisogna pagarla anche se il bilancio chiude in rosso


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 Finanza Riduci

James Tobin

Tobin tax, 
dai no-global al G20
 

Nel vertice in Scozia  il premier inglese Gordon Brown ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Un’idea avanzata nel 1972 dal premio Nobel James Tobin, poi fatta propria dai movimenti internazionali per combattere la povertà. Ma “la fantasia al potere” è durata poche ore


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 Altri articoli Riduci

Non ce la faccio a stare dietro a tutto, molti articoli ancora non li ho messi. Chi vuole intanto può leggere da questi link (in ordine inverso di pubblicazione)

La coperta corta dei posti di lavoro

La democrazia vicina all'Anno Zero

La bollicina speculativa

Banche, a quando il "price cap"?

Le parole del lavoro

Due cattive notizie

 


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 Politica

Il Cavalier Multivac

L’idea di Berlusconi di far votare in Parlamento solo i capigruppo (dieci persone, 
su mille parlamentari!) fa tornare alla mente il racconto di fantapolitica di un celeberrimo scrittore e scienziato americano, Isaac Asimov


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 Economia Riduci

Un fallimento liberista

A portare alla bancarotta i giganti dell'auto Usa sono stati anche, e in modo determinante, i deficit dei Fondi aziendali pensionistici e sanitari. La società ha chiesto ai privati i servizi di welfare che lo Stato non fornisce, e questo è il risultato


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 Milestones


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 Links


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