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 Politica Riduci


Il Pd e i cattolici "bambini"

Dice Stefano Fassina che Rodotà non avrebbe avuto i voti di molti cattolici del Pd. Torna in primo piano un antico problema sempre rimosso, quello della laicità della politica, perché come si vede le scelte dei "cattolici non adulti" hanno conseguenze rilevanti anche al di là dei temi strettamente etici
“Io sono un cattolico adulto e vado a votare”, disse Prodi, in risposta all'invito all'astensionismo al referendum sulla fecondazione assistita del cardinale Camillo Ruini. Ma sono tutti "adulti" i cattolici del Pd?
No, non lo sono. Stefano Fassina, rispondendo a una domanda sul perché il Pd non aveva appoggiato la candidatura alla presidenza della Repubblica di Stefano Rodotà, ha detto che non avrebbe avuto abbastanza voti, perché le sue posizioni sono troppo distanti da molte "sensibilità" presenti nel partito. In altre parole, Rodotà sarebbe troppo laico per una parte dei cattolici del Pd: una parte rilevante, è lecito dedurre, se sarebbe stata addirittura sufficiente a far mancare una maggioranza che sulla carta - considerando la somma dei voti di centro sinistra e M5S - sarebbe stata più che abbondante.
Riemerge così, anche nel Pd come ci fu nel Pci, una "questione cattolica" mai compiutamente risolta. Che si poteva in qualche modo comprendere nel vecchio Partito Comunista, la cui filosofia prevedeva che anche le questioni etiche fossero subordinate al raggiungimento dell'obiettivo finale. Ma che non dovrebbe esistere in un partito a-ideologico quale dovrebbe essere il Pd.
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 Economia

Giovani e lavoro, 
strategia per un disastro
La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche
 
Tasso di attività per fasce di età“Dobbiamo farlo per i giovani”; “E’ necessario per i nostri figli”; “La flessibilità del lavoro farà crescere l’occupazione”. Quante volte abbiamo sentito ripetere queste frasi dal governo di turno, quando si trattava di far inghottire qualche riforma peggiorativa sulla previdenza o sul lavoro? E siccome di queste riforme ne sono state fatte ormai parecchie, e anche molto pesanti, bisognerebbe supporre che qualche risultato si sia cominciato ad ottenere. Magari non da rovesciare il “vecchio ordine”, si sa che per queste cose ci vuole tempo. Ma almeno una tendenza, una direzione visibile delle variabili più importanti che testimoni che si sta andando nella giusta direzione, almeno quello è lecito aspettarselo.
 
Però, se si guardano alcuni di questi dati, non sembra proprio che la direzione sia quella giusta. “Ma sono riforme che hanno effetto nel lungo periodo”, è la consueta obiezione. Bene: vent’anni è un periodo abbastanza lungo? Abbastanza, almeno, per vedere come si muovono le tendenze? Difficile negarlo.
 
Nicola Salerno è un economista del Cerm che ha la pregevole abitudine di prendere i dati statistici e farci del grafici. Di recente ne ha fatto uno (utilizzando le serie Istat) che a guardarlo lascia un po’ a bocca aperta. E' quello qui sopra.
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 Fantaracconto Riduci

I sette giorni che cambiarono la finanza

Il Mount Washington Hotel a Bretton WoodsQuesta è una fiction, ma mica tanto. 
La crisi che precipita, il commissariamento dell’Italia, una svolta politica imprevista. Poi l’arrivo di un personaggio in grado di parlare al mondo e dettare le sue condizioni. Tra realtà e fantasia, la storia di come potrebbe andare
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Il Pd e i cattolici "bambini" - Dice Stefano Fassina che Rodotà non avrebbe avuto i voti di molti cattolici del Pd. Torna in primo piano un antico problema sempre rimosso, quello della laicità della politica, perché come si vede le scelte dei "cattolici non adulti" hanno conseguenze rilevanti anche al di là dei temi strettamente etici (11 mag)

Berlusconi, la fine degli alibi - La strada per la definitiva conclusione del processo sui diritti Mediaset è ancora irta di ostacoli, ma la conferma in appello della condanna del Cavaliere fa risaltare la palese assurdità che si continui a permettere di stare in politica a un personaggio che in qualsiasi altro paese sarebbe stato allontanato con disonore. E' tempo di far finire questa anomalia (9 mag)

Bundesbank, siluro alla stabilità - Fatta filtrare la notizia di un ricorso della banca centrale tedesca alla Corte Costituzionale contro la politica della Bce che ha fermato la speculazione contro l'euro: secondo la Buba è illegittima e pericolosa. Per ora la necessità di investire l'enorme liquidità sui mercati ha avuto la meglio e gli spread sono rimasti stabili, ma in prossimità della decisione la speculazione potrebbe tornare a colpire (2 mag)

Se fossimo europei nell'evasione - I dati Ocse ci collocano ai vertici di questa poco onorevole classifica. Se le tasse non pagate scendessero alla media fatta su cinque paesi (Germania, Francia, Regno Unito, Danimarca e Olanda) incasseremmo 80 miliardi in più e oltre a rispettare gli accordi imposti dall'Europa potremmo rilanciare l'economia (24 apr)

Si sono arresi alla parte sbagliata - Il Pd ha sprecato l'opportunità di aver la maggior forza parlamentare, sia per errori tattici, sia per l'impossibilità di seguire una strategia unitaria quando, per peccato originale, manca una base comune. Poteva almeno rendere la sua resa utile a una svolta per il paese e ha sprecato anche questo. Le responsabilità di Napolitano e di Grillo. Cosa serve per ricominciare (21 apr)

E Bersani lanciò la leadership di Renzi - L'incredibile errore del segretario sulla scelta del candidato per la presidenza della Repubblica ha diviso il fronte progressista, lacerato il partito e offerto al sindaco di Firenze l'occasione per presentarsi come la sola vera alternativa a Berlusconi. Se anche l'elezione presidenziale finisse nel migliore dei modi, per la sinistra un danno gravissimo e permanente (18 apr)

Consulenze, uno spreco evitabile - Le spese per gli incarichi ad esterni della pubblica amministrazione risultano di circa 3 miliardi, ma in realtà sono di più se si considerano alcune fattispecie non rilevate e le tante vertenze che ingolfano la Corte dei Conti. Le leggi per contenerle non hanno funzionato, consentono varie scappatoie. Eppure ci sarebbe un rimedio semplice (12 apr)

La pandemia dell'austerità - La Commissione Ue dice di temere che gli squilibri dell'Italia possano contagiare il resto d'Europa, ma poi stila una lista di "malati" che ormai è più lunga di quella dei sani. Non le viene il dubbio che la politica europea sia sbagliata? Nella lista manca la Germania, ma dovrebbe esserci: invece viene graziata da una regola piuttosto singolare (10 apr)

Sul Colle la nuova frontiera - L'elezione del nuovo presidente è la battaglia fondamentale: deciderà gli equilibri politici del paese, la sorte di Berlusconi e, non meno importante, la direzione che sarà presa in futuro dal Pd, la cui lotta interna è determinante per il risultato. L'esito dirà se avremo ancora o no un partito progressista (2 apr)

Napolitano tra fantasia e forzatura istituzionale - Di fronte all'impossibilità di una maggioranza parlamentare garantita Napolitano ha inventato una formula inusitata: resta il governo Monti mentre due gruppi di personalità, scelte da lui anche fuori dal Parlamento e di vari orientamenti politici, studiano le riforme più urgenti. Ma alla fine starà ai partiti, e prima di tutto al Pd, decidere se accettare o no gli eventuali compromessi (30 mar)

Medice, cura te ipsum - Le prime parole di un Papa sono spesso indicative del programma del suo pontificato. Così è stato per Wojtyla "il conquistatore" e per Ratzinger "il filosofo". L'esordio di Bergoglio farebbe pensare a un programma che mette al primo posto la riforma della Chiesa, puntando sulla sobrietà (la scelta del nome) ma soprattutto - forse - rivoluzionandone il governo (15 mar)

Bce, errori veniali e errori mortali - Nuovo spostamento in avanti per l'inizio della ripresa, come è già successo più volte. Ma sbagliare le previsioni è un errore veniale: quello "mortale", anche per l'economia dell'Eurozona, è continuare a insistere sulle politiche di austerità quando persino il Fondo monetario ha fatto retromarcia (7 mar)

Chi più spende meno s'indebita - Tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito è uno dei mantra più ripetuti del pensiero economico dominante. Ma sono sempre di più gli economisti che denunciano che è un'idea profondamente sbagliata e ora un esercizio econometrico del Fondo monetario mostra risultati stupefacenti (1 mar)

La responsabilità non vale un suicidio
- Napolitano darà il primo incarico a Bersani e poi tenterà la via di un nuovo governo tecnico. Ma un secondo esperimento del genere sarebbe fatale per il Pd. Però, nulla si può fare senza il consenso dello schieramento che controlla la Camera. A quel punto starà al leader del centro sinistra farsi valere, dentro e fuori del partito (1 mar)

Lo strabismo di Confindustria - Solo nelle ultime pagine "Italia 2015", il documento con le proposte per rilanciare la crescita, si occupa dell'organizzazione e del costo dei servizi. Eppure le tanto ricercate competitività e produttività dipendono per una parte importante da quello, come affermano studi Ocse e Bankitalia. Meglio prendersela con i lavoratori che con lobby potenti? (24 gen)

Bernanke il rivoluzionario - La crisi che non passa sta incidendo profondamente anche sul ruolo delle banche centrali e sulle loro strategie e i dogmi degli ultimi trent'anni vengono rimessi in discussione. La Fed, in particolare, per la prima volta ha indicato un obiettivo numerico sulla disoccupazione. Solo in Europa innovazioni quasi a zero (14 gen)

L'impossibile imbroglio di Silvio il ballista - "Le regole europee sul Pil non tengono conto che in Italia c'è l'economia sommersa, quindi il vero rapporto debito/Pil è sotto il 100%". Berlusconi l'ha ripetuto più volte, ma è una castroneria: è dal 1987 che l'Istat, con un metodo adottato poi anche all'estero, comprende nel calcolo una stima del settore irregolare (10 gen)

Non è un guaio se Monti scende in campo - Se il Professore si presentasse metterebbe fuori gioco Berlusconi. E allora ci potrebbe essere un confronto tra uno schieramento di centro destra finalmente credibile e uno di centro sinistra che sarebbe costretto ad esplicitare, pur nei limiti ridotti consentiti dal contesto europeo, una strategia alternativa al montismo (14 dic)

Precari di Stato, una vergogna “all’italiana” - Nella pubblica amministrazione ci sono ben 260.000 dipendenti precari: uno scandalo per un comparto che fornisce servizi previsti dalle leggi e non è soggetto alle oscillazioni del mercato. Ma i precari sono serviti a tutti: ai politici per il clientelismo, ai dirigenti per aggirare i blocchi del turn over, ai sindacati che guidano le rivendicazioni alla stabilizzazione. Tanto il conto alla fine lo pagano sempre i più deboli, cioè loro (5 dic)

Giovani e lavoro, strategia per un disastro - La drammatica situazione attuale è il risultato delle numerose riforme del lavoro e delle pensioni varate negli ultimi vent’anni. La previdenza andava riformata, ma affrontando anche gli effetti collaterali. E tutta la flessibilità introdotta nell’impiego non ha prodotto occupazione, anzi. I dati che sfatano le affermazioni demagogiche (30 nov)

Dopo le primarie c’è Napolitano - Secondo tutti i sondaggi il centro sinistra dovrebbe vincere le prossime elezioni e dunque il suo leader dovrebbe guidare il nuovo governo, utilizzando i pochi spazi di manovra – che però ci sono – per correggere la politica disastrosa del “governo tecnico”. Ma il percorso è pieno di ostacoli e anche il Quirinale ha fatto capire chiaramente che preferirebbe un “Monti-bis” (29 nov)

Stretta, il peggio che verrà - Un grafico contenuto in uno studio dell’Ocse ci fa vedere che le nostre manovre per l’aggiustamento dei conti nel quadriennio 2012-15 sono le più pesanti in Europa dopo quelle di Grecia, Irlanda e Portogallo. Questo aggraverà la crisi di domanda, con un mercato interno già ai minimi e la domanda estera che dà segni di cedimento 
(21 nov) 

La destra alla conquista della sinistra - Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista 
(13 nov)

Gli astrologi dell'economia
- Anche nei templi dell’ortodossia economica, come l’Fmi, comincia a farsi strada la consapevolezza che le politiche di auterità non solo non risolvono la crisi, ma la aggravano. Il problema è grave in tutta Europa e certamente in Italia, dove si insegue il feticcio del pareggio di bilancio senza occuparsi della crescita (5 nov)

La verginità perduta di fraulein Buba - ”La Bce non deve comprare titoli pubblici, sarebbe come stampare moneta”, tuona il presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Ma dimentica che anche la sua banca l’ha fatto in passato, giustificandosi proprio con le stesse motivazioni espresse da Draghi a Londra (27 ago)

Il dottor Draghi e mister Buba - L’uomo che ha presieduto il Consiglio Bce del 2 agosto era lo stesso che ha annunciato a Londra “faremo tutto il necessario per salvare l’euro” o il suo doppio germanizzato? La Banca centrale ha avallato la linea di Berlino, seguendo la quale chi chiede aiuto in pratica si suicida e per di più compie un suicidio inutile; e, in secondo luogo, il peso dell’aggiustamento graverebbe solo sui paesi in difficoltà, mentre anche i più forti devono fare i “compiti a casa” (6 ago)

Guarda i muscoli del capitano - Appena Mario Draghi ha dichiarato con decisione che la Bce è pronta “a fare tutto quello che serve” i mercati hanno invertito la rotta, con una forte discesa dello spread e il decollo delle Borse. A dimostrazione che non serve sparare se è credibile che lo faresti: ed è credibile perché sul fronte dei “falchi” la Germania è ormai rimasta sola. Resta però l’incognita della Corte Costituzionale tedesca (26 lug)

I mercati puniscono le moine - La riunione dell’Eurogruppo, per quanto si sa al momento, è servita solo ad approvare un documento che riporta le decisioni prese dieci giorni fa. Decisioni inadeguate a contrastare la fase acuta della crisi che si aggiungono agli errori più generali di politica economica. La reazione dei mercati, spread alle stelle e Borse in caduta, è il giudizio su questa linea (20 lug)

I Piigs aiutano Frau Merkel - La crisi, che il comportamento tedesco alimenta, spinge i capitali verso i paesi la cui moneta si rivaluterebbe in caso di rottura dell’euro, che così finanziano il loro debito guadagnandoci senza dover subire un apprezzamento del cambio. Così loro stanno meglio e gli altri sempre peggio. “Salvare i paesi spreconi coi soldi dei tedeschi”? Non è così. La soluzione ci sarebbe, ma bisogna volerla attuare (16 lug)

Rating e previsioni, bar sport sui mercati - Tutti contro le agenzie, ma il bersaglio è sbagliato: bisognerebbe prendersela con le istituzioni, come la Bri e la Bce, che continuano ad attribuire un valore operativo a giudizi che sono basati su ipotesi e che spesso non hanno un’attendibilità superiore alle chiacchiere da bar (13 lug)

La Bce pensa ai salari invece che alla finanza - Il Bollettino afferma esplicitamente che i salari sono già scesi, ma non abbastanza, e solo questo può far ridurre la disoccupazione. La Banca centrale insiste dunque su una ricetta bocciata da un gran numero di autorevoli economisti e soprattutto dai fatti. Non sembra preoccuparsi, invece, delle riforme proprie dei suoi compiti, quelle per il controllo della finanza (12 lug)

La vittoria azzerata del professor Monti - Al vertice Ue del 29 scorso sembrava che le sue tesi avessero trionfato, ma quello concluso oggi 10 luglio spazza via tutte le illusioni di successo: la linea europea non cambia, Angela Merkel e i suoi alleati hanno di nuovo avuto successo nel chiudere la strada alle misure che sarebbero necessarie (10 lug)

Se otto ore vi sembran poche... - Se si lavorasse una settimana in più a parità di salario guadagneremmo un punto di Pil, sostiene il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Reazioni: bocciatura all’unanimità, persino da Confindustria. Perché, a parte il fatto che il nostro orario è già tra i più lunghi, per essere più competitivi serve altro - A seguire: colloquio con Stefano Dolcetta, vicepresidente Confindustria (6 lug)

Monti e i rischi della “vittoria tradita” - Il vertice europeo del 29 giugno ha segnato una svolta politica nel senso chiesto dall’Italia, ma se il prossimo del 9 e 10 luglio non passerà dalle dichiarazioni d’intenzione ai provvedimenti concreti per realizzarle il successo svanirà come neve al sole (4 lug)

Un governatore meno “tedesco” - Ignazio Visco si schiera ufficialmente a favore di un fondo europeo a cui gli Stati conferiscano parte dei debiti pubblici e caldeggia vari provvedimenti finora ostacolati dai tedeschi. E’ questa la parte più interessante delle Considerazioni finali di quest’anno (31 mag) 

Via il Dalla Chiesa del web. Rapetto silurato si dimette - Rimosso dalla guida del Nucleo contro le frodi telematiche, che aveva fondato, per “ordinari criteri di rotazione del personale” e spedito a fare lo studente dove insegnava da 15 anni, si è dimesso. Interrogazioni da parlamentari di tutti i partiti, dal Pd all’Udc, dall’Idv al Pdl. Ha fatto troppo bene il suo mestiere e disturbato troppi faccendieri (29 mag)

L’Europa in bilico sulle scelte tedesche - La situazione dell’Eurozona sembra ormai precipitare e un recupero è possibile solo se la Germania accetterà di farsi carico di misure su cui c’è un generale consenso ma che finora ha bloccato. Ma Berlino dalla moneta unica ha ricavato e ricava ancora cospicui vantaggi, quindi dovrebbe accettare anche gli oneri. Anche perché in gioco c’è la sopravvivenza della costruzione europea (23 mag)

Lo Stato non paga, non ispeziona e non riscuote
- Secondo i dati dello stesso ministero dopo il 2007 il numero delle ispezioni nelle aziende è crollato e così i contributi recuperati, che del resto non superano mai il 20% dell’accertato. Così da un lato non si pagano i fornitori, dall’altro non si recupera l’evasione. Nelle aziende ispezionate i lavoratori irregolari sono in media il 40% (3 mag)

La domenica della speranza per l’Europa - Il voto per il nuovo presidente francese non è mai stato così importante. Non tanto per la Francia, quanto per l’Europa: una vittoria del socialista Francois Hollande è l’ultima speranza che ci possa essere una svolta nella politica economica suicida imposta dalla Germania e dalle destre (21 apr)

Lavoro, la coperta è sempre più corta - Gli ultimi dati Istat sull’occupazione confermano quello che molti avevano previsto: l’allungamento dell’età di lavoro fa aumentare tra gli occupati la classe di età 55-64 anni, ma, visto che il numero di posti non è aumentato e anzi con la crisi diminuisce, a spese di una maggiore disoccupazione giovanile (7 apr)

Il 18 è un numero dispari - L’importanza del famoso articolo non è pari per tutti: conta poco o nulla dal punto di vista macroeconomico, ma è fondamentale per la condizione dei lavoratori. Tanto che varrebbe la pena di proporre uno scambio: salari più bassi (tanto, con la politica europea, scenderanno comunque) in cambio della rinuncia alla parte più critica in tema di lesione dei diritti (30 mar)

Premier sulla scheda, un triplo errore - L’accordo che i segretari dei tre partiti che sostengono il governo hanno detto di aver raggiunto sulla riforma elettorale è un pastrocchio peggiore del sistema attuale, che sembra abbandonare il bipolarismo – il che non sarebbe un male – mantenendo però uno degli aspetti più sbagliati: l’indicazione del leader viola le prerogative di Quirinale e Parlamento. Ma forse è la solita finta (28 mar)

Non tutte le scissioni vengono per nuocere - Le divisioni nel Partito democratico non sono frutto di una normale dialettica, ma di due filosofie politico-sociali incompatibili. La vicenda del mercato del lavoro, che le ha di  nuovo fatte emergere chiaramente, dovrebbe essere l’occasione per scegliere una delle due strade, lasciando che chi non è d’accordo segua il suo percorso altrove (23 mar) 

Migliorie di seconda mano - I miglioramenti contenuti nel “pacchetto lavoro” sbandierati dal governo vanno benissimo, a parte un piccolo dettaglio. Sia il reintegro per i licenziamenti discriminatori e che la stabilizzazione dei contratti a termine dopo 36 mesi c’erano già (21 mar)

L’obiettivo indicibile - Mario Monti ed Elsa Fornero parlano di giovani e flexicurity, ma quello che veramente si vuole ottenere non si può dire perché politicamente indigeribile: devono scendere i salari, perché questo prevede la linea europea imposta da Angela Merkel: una strategia sbagliata che farà enormi danni. L’articolo 18 sarà di fatto eliminato e licenziare sarà facile (20 mar)

Come mai, come mai... - L’esito che si profila dai colloqui sul mercato del lavoro è tale da rendere lecito porsi il problema se il Pd non debba mettere in questione il sostegno al governo Monti. “Colloqui”, non “negoziato”, visto che in un negoziato ognuno cede su qualcosa e ottiene in cambio qualcosa, mentre qui si chiede di cedere molto senza contropartite (17 mar)

Competitività, le tasse fanno male? - Certo, se se ne pagano più degli altri bene non fanno. Ma da una classifica Ocse sulla tassazione delle imprese in rapporto al Pil non emerge una relazione chiara. Evidentemente altri fattori contano anche di più (7 mar)

Draghi e Ocse, le ricette separate dai fatti - Le tecnostrutture all’attacco. Prima il presidente della Bce, poi un rapporto dell’organizzazione parigina, dettano ricette anticrisi molto simili e con una caratteristica specifica: non c’entrano nulla con i fattori che la crisi l’hanno provocata e continuano ad alimentarla. Di più: di quei fattori non parlano proprio (24 feb)

Carniti: “Si continua a parlare di problemi finti” - L’incontro riservato Monti-Camusso, l’articolo 18, la trattativa sulla riforma del mercato del lavoro. L’ex leader della Cisl dice la sua, caustico come sempre, e non risparmia critiche al governo (13 feb)

Governo, la flex senza security - Anche se in seguito c’è stata una parziale retromarcia, il ministro Elsa Fornero ha prefigurato una riforma del mercato del lavoro dove si dà via libera ai licenziamenti, si abolisce in gran parte quello che è al momento l’unico ammortizzatore sociale e per i nuovi si rinvia a un futuro indeterminato (24 gen)

Pomigliano sale sul treno - Nella bozza del decreto sulle liberalizzazioni si elimina l'obbligo per le imprese ferroviarie di osservare i contratti nazionali. Era stata promossa dal sottosegretario Catricalà, quando era presidente dell’Antitrust, per favorire l’ingresso sul mercato di Ntv, la società di Montezemolo, Della Valle, Sncf, Banca Intesa. Anche se Ntv ha già firmato un contratto viene ora riproposta quella norma che potrebbe avere effetti disastrosi per i lavoratori (19 gen)

I furbetti del decretino - Nelle bozze del provvedimento sulle liberalizzazioni compaiono misure estemporanee che poco c’entrano con il tema, come le eccezioni all’articolo 18 o alcune norme sui servizi pubblici locali. Il governo farebbe bene a mantenere un maggiore equilibrio e a non sposare visioni ideologiche (13 gen)

Le imprese: l'art. 18? Non ci interessa - Sul campione di 100.000 aziende dell'indagine Unioncamenre nessuno cita questo motivo per le mancate assunzioni. Anche le statistiche storiche dicono che lo Statuto dei lavoratori non ha frenato l'ccupazione. Il problema emerge per quel che è: un'istanza di destra (23 dic)

La Boe difende le porcherie della finanza inglese - La Banca d’Inghilterra (Boe) accusa la Ue di imporre alle banche regole troppo rigide che aumenteranno il rischio sistemico (leggi qui l’articolo del Sole 24 Ore). La notizia merita una chiosa (22 dic)

L’articolo 18 tra fatti e propaganda - Incredibilmente, mentre l’economia crolla si torna a proporre l’abolizione della garanzia contro i licenziamenti senza giusta causa. E la campagna “abolizionista” è infarcita di mistificazioni e a volte addirittura di menzogne, che è facile confutare (20 dic)

La trappola europea - L’accordo imposto al vertice di Bruxelles da Angela Merkel è tutto concentrato sul controllo dei conti pubblici degli Stati membri, senza un disegno per affrontare la crisi con uno sforzo comune. Ma la politica basata sui soli tagli è sbagliata, lo dice persino un documento riservato della Troika (Ue-Bce-Fmi) sul disastro fatto con la Grecia. Stare in questa Europa ci condanna a non crescere, ma uscire dall’euro farebbe danni enormi. Se non cambia qualcosa, avremo un lungo inverno (9 dic)

Com’è politico il governo tecnico - La politica consiste nel fare scelte sul funzionamento della società, e queste scelte hanno necessariamente un orientamento, quindi non ha senso parlare di “governo tecnico”. Nella drammatica situazione attuale non si possono che assecondare le aspettative dei mercati e Monti appare la persona adatta a questo compito. Per la sinistra una scelta inevitabile, ma resta aperto il problema della strategia (15 nov) 

I mercati non bevono le trappole - Se la situazione sta precipitando al di là di ogni controllo non possono esserci dubbi su quello che i mercati ci stanno dicendo: considerano le dimissioni annunciate l'ennesimo trappolone. Sta alle opposizioni mettere il presidente Napolitano nelle condizioni istituzionali di agire (9 nov)

Se l’acqua non spegne l’incendio - La crisi continua a bruciare risorse e i governi per trovarne di nuove continuano a fare debiti, tagli e tasse peggiorando la situazione dei cittadini. Ma crisi analoghe del recente passato insegnano che la sola soluzione efficace è quella di cambiare le regole. Se ancora non si è fatto è perché c’è chi ci guadagna (3nov)

Una risata lo seppellirà - In una conferenza stampa ufficiale una giornalista chiede se Berlusconi è stato convincente, Merkel e Sarkozy si scambiano uno sguardo che scatena l’ilarità generale. La mancanza di fiducia del mondo verso l’attuale premier è tale che nessuna manovra potrà metterci al riparo dalla crisi (23 ott)

Industriali: prendi i soldi e non investire - Gli sconfortanti risultati di una ricerca: da un decennio le imprese hanno quasi smesso di fare investimenti e ridotto gli ammortamenti, tanto che i nostri impianti devono durare più di 26 anni, il doppio dei concorrenti esteri. In compenso hanno distribuito dividendi anche quando non c’erano gli utili pagando molto più della media internazionale  (11 ott)

Due appelli contro le follie del governo - Economisti, giuristi, politici e intellettuali si mobilitano per invitare all'adesione al referendum contro l'articolo 8 della manovra e contro l'inserimento nella Costituzione di un limite percentuale alla spesa pubblica (6 ott)

A chi piace l’Italia commissariata? - All’inizio di agosto tutte le forze produttive del paese sembravano decise a premere per una immediata svolta politica, ma dopo il diktat Merkel-Sarkozy-Bce i toni sembrano essersi smorzati. Ma se Confindustria e i centristi pensano che un governo commissariato sia utile per far passare le misure liberiste promesse e mai realizzate fanno un calcolo miope e forse suicida (10 ago)

La paura non viene dal rating - Nella prima seduta dopo il declassamento del rating sul debito Usa Wall Street scende a precipizio. Colpa di Standard & Poor’s? No, perché nel frattempo i prezzi del titoli del Tesoro americano sono in rally. Sono i timori che l’economia torni in recessione a far crollare la Borsa (8 ago)

I dilettanti dell'austerity - I leader europei hanno rimediato alle decisioni clamorosamente sbagliate di un anno fa sulla Grecia. Un errore costato assai caro non solo ad Atene, ma a tutta la zona euro. Quanto ci vorrà perché capiscano che un errore analogo è quello di puntare, per tutta l’Europa, sugli aggiustamenti di bilancio senza preoccuparsi della crescita? (22 lug)

Privatizzazioni? Elogio del clientelismo - Ce le chiede perentoriamente l’Unione europea, le pretendono i mercati, sono previste nella manovra economica. Ma è davvero una buona idea? Bisognerebbe riflettere sul fatto che se l’Italia è diventata una delle prime economie mondiali è grazie all’intervento pubblico (14 lug)

Il “malato” di Palazzo Chigi e l’ipocrisia dei potenti - Quando la moglie definì così Berlusconi nessuno poteva percepire, perché molti fatti non erano noti, che non lo aveva detto spinta dal rancore, ma perché lo pensava davvero, sulla base di comportamenti la cui impronta, visto il ruolo del personaggio, condiziona pesantemente la politica italiana. Ma anche gli altri potenti del mondo stanno dando una pessima prova di fronte alla crisi (12 lug)

Un pifferaio sommerso da una valanga di "sì" - Il risultato dei referendum testimonia che Berlusconi è ormai completamente screditato, anche agli occhi del suo elettorato che, in una misura da un quarto a un terzo, ha bocciato due importanti decisioni politiche del governo e la legge ad personam sul legittimo impedimento. Il premier non lascerà mai il suo posto spontaneamente. Ma il “cambio di passo” vagheggiato dai leghisti è quanto mai improbabile (13 giu)

Quattro “sì” che valgono doppio - I referendum di domenica e lunedì prossimi hanno un’importanza persino maggiore delle elezioni amministrative appena passate. Si decide su argomenti di grende importanza, che condizioneranno la nostra vita per molti anni a venire.  Ma hanno anche una chiara valenza politica, perché dovranno confermare o rigettare alcune decisioni chiave prese dal governo (9 giu)

Il decennio perduto dal berlusconismo - Nella sua ultima relazione da governatore di Bankitalia Mario Draghi, nonostante un sapiente bilanciamento fra passaggi critici e apprezzamenti, condanna senza appello la politica degli ultimi dieci anni e i “tagli orizzontali” di Tremonti. E sulla linea che seguirà alla Bce lascia pochi dubbi: vestiremo alla tirolese (31 mag)

 Ocse, sull’acqua ai privati raccomandazione su richiesta - L’Ocse caldeggia all’Italia la completa privatizzazione dei servizi idrici. Ma è largamente noto a chi sa qualcosa del funzionamento di questi organismi internazionali che considerano uno dei loro compiti aderire alle richieste dei governi di appoggiare provvedimenti che che risultano impopolari (10 mag)

Se allo statistico serve il batiscafo
- Sull’economia sommersa circolano le stime più varie. C’è persino chi sostiene che in Italia valga un terzo dell’economia, ma è una tesi che fa a pugni con la realtà: per convincersene basterebbe dare un’occhiata alla composizione del Pil (3 mag)

Quante volte, Silvio? -
L’accelerazione sul finto testamento biologico alla vigilia delle elezioni è un evidente tentativo di recuperare il voto cattolico. Ma il premier del governo più clericale della storia della Repubblica infrange allegramente almeno sette dei Dieci Comandamenti (28 apr)

Gli italiani in Germania: ”Non siamo come Berlusconi” - A Friburgo ristoratori e commercianti espongono un volantino su cui campeggia un “Basta Berlusconi”, per il 2 aprile manifestazione con una raccolta di firme per chiederne le dimissioni. “Ci vergogniamo della nostra immagine” (31 mar)

Trichet, l’inflazione e la medicina sbagliata - L’aumento dei prezzi è dovuto solo al costo dell’energia, ma se si aumentano i tassi per frenarlo si danneggia la ripresa. Una soluzione ci sarebbe, ma la potentissima lobby della finanza finora è riuscita a bloccarla (8 mar)

Il rebus tra debiti e crescita - La crisi fa impennare del 37,6% i debiti pubblici dei paesi del G20 al 2015. Che fare? Ne hanno discusso il Director of  Fiscal Affairs dell’Fmi Carlo Cottarelli e alcuni autorevoli economisti. Le strategie sono controverse e per l’Italia il sentiero da seguire è stretto e difficile. L’emissione di euro-bond potrebbe sostenere la exit strategy (25 gen)

Carniti: la Caporetto del contratto nazionale - Parla l'ex segretario della Cisl: "Pomigliano è un punto di svolta, si illude chi dice che non si ripeterà. Il vero errore dei sindacati è l'afasia su una strategia per il futuro" (23 giu)

Considerazioni "alla tedesca" - Non ha dato spunto a polemiche, quest’anno, il discorso del governatore. Che però ha preso una posizione molto netta sul futuro dei conti pubblici con implicazioni non da poco sulla politica economica. Forse con un occhio a Francoforte (31 mag)

Le "mani visibili" che fanno scendere l'euro - La ricetta contro la speculazione consiste in tagli pesanti ai bilanci e blocco dei salari. Ma questo provocherà deflazione e gli stessi speculatori prendono allora di mira la moneta europea, in un circolo vizioso alimentato dai soldi gratis distribuiti dalle banche centrali. Si vuole curare la crisi con le stesse idee che l’hanno generata (19 mag)

Crisi, chi paga il conto - Le conseguenze di un danno dovrebbero ricadere su chi l’ha provocato. Ma non è quello che sta avvenendo. E anche le ricette dell’ultimo Bollettino della Bce insistono soprattutto su un fattore: i salari. E ancora non ci sono misure per evitare che il disastro si ripeta (13 mag)

Il pollaio Europa e la volpe Miliband - Il premier britannico Gordon Brown ha rilanciato la candidatura di David Miliband a ministro degli Esteri dell’Ue. Per Brown sarebbe un doppio vantaggio, ma per l’Europa designare alla carica più importante il rappresentante del paese che da sempre ne frena lo sviluppo sarebbe come mettere la volpe a guardia del pollaio (10 nov)

Tobin tax, dai no-global al G20 - Nel vertice in Scozia  il premier inglese Gordon Brown ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Un’idea avanzata nel 1972 dal premio Nobel James Tobin, poi fatta propria dai movimenti internazionali per combattere la povertà. Ma “la fantasia al potere” è durata poche ore (7 nov)

Troppa flessibilità fa male ai muscoli - Di che cosa si parla quando si discute di posto fisso? I discorsi degli imprenditori e di molti economisti sottintendono una realtà inesistente, ossia che l'impresa non abbia possibilità di dosare il fattore lavoro secondo le esigenze produttive. Sarebbe invece più utile, guardando alla storia del XX secolo e degli ultimi 30 anni in particolare, chiedersi se la flessibilità non sia nociva per l'economia in generale e anche per il funzionamento delle imprese (5 nov)

I giorni dell’Irap - Pessima, anzi ottima: le ragioni di chi vorrebbe abolire un’imposta sulle imprese odiata fin dalla sua introduzione e le repliche di chi la difende, spiegando la logica di quegli aspetti che gli accusatori considerano assurdi, come il fatto che bisogna pagarla anche se il bilancio chiude in rosso (22 ott)

Emigriamo in Tunisia - Un’altra delle solite classifiche di fonte “autorevole”: stavolta è il World Economic Forum che ci colloca al 48° posto (su 133 paesi) nella graduatoria della competitività. Meglio di noi si piazzano l’Islanda e il Cile, la Lettonia e la Tunisia, dove, secondo il Rapporto, le popolazioni hanno “migliori opportunità”. Ma c’è poco da ridere: queste castronerie hanno uno scopo (8 sett)

Nome: Pd. Identità: non pervenuta - La battaglia congressuale del Pd entra nel vivo e i tre candidati, Pierluigi Bersani, Dario Franceschini e Ignazio Marino, hanno presentato i loro programmi (in coda, i link). Fra le belle frasi, nella maggior parte dei casi del tutto condivisibili in quanto estremamente vaghe, non  è facile cogliere le differenze (27 lug)

L’Ocse e i conti senza le tasse - L’organizzazione ha diffuso una studio in cui confronta i sistemi previdenziali dei paesi membri e  da cui risulta che l’Italia spende in rapporto al Pil il doppio della media. Ma la metodologia utilizzata (anche da altre istituzioni sovranazionali e nazionali) si presta a parecchie obiezioni (23 giu)

CCCP: Competitività, Cuneo,Contrattazione, Previdenza - Una discussione con l’economista del Cerm Nicola Salerno sui temi del welfare, dei salari e dell’industria. Non abbiamo risolto tutti i problemi dell’Italia, ma magari ci trovate qualche spunto interessante (28 mag)

Il welfare e l’identità della sinistra - Un saggio di Laura Pennacchi, "La moralità del welfare - Contro il neoliberismo populista", mostra come lo sviluppo della protezione sociale e dei diritti di cittadinanza siano connaturati a quello della democrazia e fa giustizia della teoria della fine delle differenze tra destra e sinistra (14 mag)

Cronache del dopo-bolla - Le analisi sulla crisi e le proposte del Nobel Stiglitz, del banchiere Masera, dell'economista Spaventa e del direttore dell'Abi Zadra. L'economista americano: "Basta con le mega-banche". L'impazzimento della finanza e le nuove regole da adottare (7 mag)

Il Cavalier Multivac - L’idea di Berlusconi di far votare in Parlamento solo i capigruppo (dieci persone, su mille parlamentari!) fa tornare alla mente il racconto di fantapolitica di un celeberrimo scrittore e scienziato americano, Isaac Asimov (11 mar)

Previsione e rassicurazione - Tutti i grandi centri che formulano previsioni affermano che nel 2010 ci sarà la ripresa. Ma che credibilità ha una previsione a un anno, visto che gli stessi soggetti continuano a correggere in peggio le stime da un mese all'altro? Il fatto è che a cercare di rimediare alla crisi sono gli stessi che hanno contribuito a provocarla (10 mar)

Pio XII più laico di Berlusconi - In un discorso ai medici cattolici del 1957 escludeva che in casi come quello di Eluana si possa parlare di eutanasia e ribadiva il diritto del malato o dei familiari di rifiutare cure non ordinarie. Quanto al momento della morte, "la risposta non può derivare da alcun principio religioso e morale e, per tale aspetto, essa non cade sotto la competenza della Chiesa" (9 feb)

Le pagelle di chi ha sbagliato tutto - L’Italia è in coda alla classifica della libertà economica, scrivono tutti i giornali. E chi l’ha stilata questa classifica? I signori della Heritage Foundation, i capostipiti dei principi neo-con e ultra liberisti ai quali dobbiamo l’attuale disastro dell’economia mondiale (13 gen)

Un fallimento liberista - A portare alla bancarotta i giganti dell'auto Usa sono stati anche, e in modo determinante, i deficit dei Fondi aziendali pensionistici e sanitari. La società ha chiesto ai privati i servizi di welfare che lo Stato non fornisce, e questo è il risultato (12 dic)

La crisi di inizio secolo - Sarà probabilmente ricordata così, come quella degli ultimi anni dell’800 che è invece “la crisi di fine secolo”. Le riduzioni di tassi e i piani di aiuto dei governi sono terapie di sostegno, ma la guarigione richiederà anni, perché devono essere riassorbiti fortissimi squilibri dell’economia mondiale (4 dic)

Perché è sbagliato detassare Stachanov - Il governo replica il provvedimento di detassazione per i premi di produttività. Che però non serve allo scopo dichiarato (aumentare la produttività, appunto), ma a ridurre il costo del lavoro e dare più libertà agli imprenditori nella gestione del salario (28 nov)

La tedesca, il francese e il giapponese Almunia - Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno firmato un appello congiunto per sospendere le regole europee che impongono un rigore di bilancio che non permette di tamponare i guasti della crisi finanziaria. Solo il commissario alle Finanze Joaquin Almunia continua a insistere su quelle regole, come i giapponesi che continuavano a combattere senza sapere che la guerra era finita (25 nov)

Tu rischi, io guadagno - L'Euribor, il parametro più usato dalle banche per indicizzare i mutui è sommerso dalle critiche, perfino dei banchieri centrali. Dopo le quali è arrivato il primo mutuo indicizzato al tasso Bce. Ma perché le banche avevano scelto proprio quello? Per scaricare il rischio sui clienti (11 nov)

Ocse, pressione fiscale e pressione politica - L’organizzazione ha diffuso i dati della consueta classifica e l’Italia risulta al sesto posto. Sono stati due ricercatori della stessa organizzazione a dimostrare in uno studio che per calcolare in modo corretto la pressione fiscale bisognerebbe considerare altri fattori. Ma si continua a non tenerne conto (15 ott)

Euribor: pensate anche ai “piccoli” - Il tasso da cui dipendono le rate della maggior parte dei mutui resta ai massimi da 14 anni nonostante il taglio del tasso di sconto. Ma è inappropriato allo scopo per cui è usato: lo dice anche Bini Smaghi della Bce (10 ott)

Gli errori del ’29 e il rischio di oggi - Gli sbagli più gravi che trasformarono la crisi di Borsa in depressione oggi non vengono ripetuti, tranne, finora, uno in Europa. Che potrebbe portare a incidere il Patto di stabilità sulla lapide della crescita (8 ott)

Il rischio di panico e la logica del cerino - La crisi si sta rivelando una bomba a più stadi, innescata dalla deregolamentazione, fatta detonare dai mutui subprime, amplificata dalla speculazione al ribasso, in un gioco che forse è sfuggito di mano a tutti (6 ott)

Petrolio, balzo sul nulla - D'improvviso il prezzo sale di quasi 30 dollari in una sola seduta, una cosa mai vista. Bush sta bombardando l'Iran? Ma no: solo solo gli speculatori al ribasso che si ricoprono alla scadenza del contratto future di ottobre (23 set)

La verità è nuda, meglio coprirla - La vicenda del dipinto del Tiepolo nella sala stampa di Palazzo Chigi è una perfetta allegoria del modo con cui Berlusconi vuole esercitare la sua leadership: se ritiene che la “Verità svelata” non sia opportuna, la modifica senza pensarci due volte (12 ago)

Corpus nostrum - Vescovi e cardinali, cattolici senza dubbi, atei devoti, politici in cerca di benemerenze e persino qualche insospettabile giurista si affannano per trattenere in una parodia di vita il corpo di quella che fu Eluana Englaro, arrivando ad evocare il conflitto tra poteri dello Stato (16 lug)

Giustizialisti e malfattori - La legge che blocca i processi del premier è a un passo dall'approvazione definitiva: si fermerà dunque il processo di Milano dove Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria, falso in bilancio, appropriazione indebita, frode fiscale e dove ci sono montagne di documenti per sostenere l'accusa. Intanto molti intellettuali si scagliano contro i "giustizialisti" e invocano la "legittimazione reciproca" degli schieramenti politici (9 lug)

Draghi, tra spunti originali e "pensiero unico" - Anche nelle Considerazioni di quest'anno il governatore insiste su alcuni temi importanti che i suoi predecessori avevano trascurato, come la difesa dei risparmiatori e i conflitti d'interesse nella finanza. Ma nelle parti che riguardano la politica economica e il mercato del lavoro si lascia andare ai luoghi comuni di moda tra gli economisti e i politici (1 giu)

Non basta lavorare di più - I dati Istat confermano l'inutilità della detassazione degli straordinari ai fini della produttività: nel 2007 le ore lavorate sono aumentate, ma il valore aggiunto prodotto con ogni ora di lavoro è diminuito (9 lug)

Straordinari, l'opera da tre soldi - Il provvedimento di detassazione varato dal governo è finanziato per ora con soli 400 milioni. Meglio così, perché non raggiungerebbe in ogni caso i due scopi dichiarati (aumentare le retribuzioni e favorire la competitività). Ma allora perché si fa, con il plauso di Confindustria? Perché alle imprese quelle ore costano meno delle ordinarie (22 mag)

Le ceneri della sinistra - Si può fare a meno della sinistra? Basta una tornata elettorale a mettere fine, con la durezza dei fatti, al dibattito se abbia ancora un senso definirsi "di sinistra"? Le analisi sul risultato elettorale hanno messo in evidenza alcuni fattori sui quali è opportuno riflettere (23 apr)

Né di sinistra, né di destra. Né presentabile - Sono in molti a insistere che le forze politiche maggiori dovrebbero accordarsi su una serie di obiettivi che non sarebbero "né di destra, né di sinistra", ma indispensabili per il paese. Nel dibattito teorico vengono spesso introdotti elementi di confusione, ma è invece chiaro l'obiettivo pratico di una parte dei ceti dirigenti: dopo le elezioni, una "grande coalizione" che faccia una politica liberista (13 mar)

Petrolio, un record che non è un record - A New York è salito ancora di un cent a 100,10 dollari al barile ritoccando il record nominale del 3 gennaio. Ma se si considerano l'effetto dell'inflazione e le variazioni dei cambi si scopre che non siamo ancora ai livelli toccati nel '79 e nell'80-82 (19 feb)

Il Berlusgate e la privacy di Nixon - Un piccolo confronto fra il caso della telefonata di Berlusconi e il Watergate: gli americani costrinsero un presidente a dimettersi, da noi importanti politici, anche del centro sinistra, non discutono del tentativo di corrompere i senatori, ma della privacy del Cavaliere (3 gen)

Euro e petrolio, record "cugini" - Le loro quotazioni vanno sempre più su. Oggi la valuta Ue ha toccato 1,4571 sul dollaro, il greggio i 97 dollari. C'è qualche legame tra i due fenomeni, ma le cause di base sono diverse (6 nov)

L’insostenibile leggerezza del salario - Il governatore Draghi ha avuto il merito di attrarre l’attenzione su un problema peraltro largamente noto. Ma ciò che stupisce sono alcune delle reazioni che ha suscitato (30 ott)

Riassunto della Previti story - Ci sono voluti 433 giorni perché Cesare Previti, condannato per corruzione a sei anni e all'interdizione dai pubblici uffici, fosse dichiarato decaduto da deputato dalla Giunta delle elezioni. Qui ho raccolto i link ad alcuni articoli in cui mi sono occupato del caso (31 lug)

Articolo 18 e scalone pari non sono - La battaglia contro il brusco innalzamento dell’età pensionabile ha assunto i toni che ha avuto quella sulla modifica allo Statuto dei lavoratori. Ma una cosa è la libertà di licenziare, altro è che un pugno di persone debbano lavorare tre anni in più. Ingiusto, certo: ma su questo problema si potrebbe trattare, mentre sarebbe insensato far cadere il governo (12 lug)

Mito e realtà dell’”economia sociale” - Chiamata anche Non profit o Terzo settore, continua a riscuotere consensi tra politici e intellettuali anche progressisti, che vi vedono addirittura il modo di andare “oltre” l’attuale sistema di welfare. Le sue virtù, però, sono proclamate, ma mai provate. E anzi l’osservazione di quel che accade nella realtà dovrebbe far capire che si tratta di una strada senza sbocco e anche dannosa (22 giu)

La polizza vita che rende quanto il materasso - Il nome è "Conto pensione", ma dopo sette anni di versamenti il capitale maturato è meno dei soldi versati: colpa di spese e tasse. Solo grazie alle detrazioni fiscali si va quasi in pari. Un esempio di prodotto venduto per quello che non è (30 mag)

La vergogna del cinque per mille - Il governo aveva assicurato che i criteri per selezionare i beneficiari di una quota delle nostre tasse sarebbero stati più restrittivi, invece non è cambiato niente: nell’elenco rimangono Guardia Padana e Donne padane, l’Associazione del tamburello e l’Accademia del Peperoncino, circoli di golf, di squash e di bridge e persino il Rotary Club. Si getteranno via così dai 270 ai 660 milioni (8 mag)

Perché un telefono è diverso da un aereo - Chi sostiene che è irrilevante se la proprietà di Telecom passa all’estero non considera che è l’azienda italiana che spende di più in ricerca (5 apr)

I vescovi e la coscienza dei cattolici La nota dei vescovi sul comportamento dei politici cattolici afferma due cose in modo diretto: noi possediamo la verità; quindi dovete fare quello che diciamo noi. E un’altra cosa in modo indiretto: i cattolici non hanno una coscienza propria (30 mar)

Obiezione di coscienza? Sì, ma non gratis - Il principio, previsto anche nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo, va rispettato, ma bisogna anche evitare di subire scelte opportunistiche. Bisognerebbe prevedere quanto meno una “compensazione”, come si fece per la leva obbligatoria: il servizio civile durava di più (28 mar)

I prelati del liberismo e i bachi del sistema - La rubrica di Hugo Dixon su Repubblica è un piccolo capolavoro di fede cieca. Ma la difesa che fa dei Fondi di private equity dovrebbe far riflettere i nostri responsabili della politica finanziaria sul ruolo di quegli “investitori istituzionali” tanto invocati e a cui viene in parte sacrificata la sicurezza delle pensioni (20 mar)

Non possunt? Non calet!- La Chiesa prende una netta posizione contro la legge sulle unioni civili e minaccia una frattura politica. Faccia pure: seguende questa linea riuscirà solo a perdere autorevolezza (7 feb)

La sostenibile leggerezza della crescita - Riemerge l’antica polemica sui rischi della crescita economica. Ma non ha molto senso, non solo perché ormai la maggior parte dei prodotti è del tutto immateriale, ma anche perché si è visto che, se si vuole, si può continuare a svilupparsi inquinando sempre meno (6 feb)

Fondi pensione: problemi immaginari e problemi reali - I sostenitori dello sviluppo di questo strumento utilizzano argomenti in palese contraddizione con la realtà. Il rischio verso cui si spingono i lavoratori invece non è affatto teorico, e implica che a qualcuno potrà andare molto bene e ad altri molto male. Una proposta per un diverso utilizzo del Tfr a fini previdenziali (12 gen)

Il terrorismo dell’Ocse - Gli ultimi dati diffusi dall’organizzazione parlano di un debito pubblico italiano che salirebbe vorticosamente fino a raggiungere il 365% del Pil nel 2050: per evitarlo bisogna tagliare tutto, pensioni, sanità, welfare. Ma il metodo dell’Ocse, dal punto di vista scientifico, vale zero. Allora perché dice queste cose? Viene da pensar male (5 gen)

L’ultima barriera dell’ipocrisia - Piergiorgio Welby se n’è andato mentre la maggior parte del politici, sanitari e giudici coinvolti nel suo caso dava uno spettacolo miserando di affermazione di principi astratti e terrore di assumersi delle responsabilità concrete. Ora faranno di tutto per insabbiare il problema (21 dic)

Il profit del non profit - Una inchiesta di "Report" sugli esternalizzati degli ospedali romani scoperchia una situazione scandalosa: centinaia di lavoratori precari da anni e con retribuzioni da fame. Ma l'ospedale non risparmia, anzi, spende più che se li assumesse. Il caso impone anche una riflessione sulla realtà della cosiddetta "economia sociale" (18 nov)

Tfr o Fondi, scelta con brivido - Dice la teoria che nel lungo periodo l’investimento azionario rende di più. E’ vero, ma non sempre: in passato c’è stato un periodo a rendimento zero durato trent’anni. Poi bisogna considerare da una parte le spese, a volte elevate; e dall’altra il fisco favorevole ai Fondi (ma sarà sempre così?). Il Tfr rende poco ma è sicuro. Alla fine la decisione dipende dalla propensione al rischio (10 nov)

Il maestro con le orecchie d'asino - Le agenzie di rating continuano a dare le pagelle all’affidabilità degli Stati, ma sono esse stesse del tutto inaffidabili. Prima della crisi asiatica del 97 la Corea era valutata quasi come l’Italia; quest’ultima aveva un “voto” appena sotto il massimo prima del quasi-default del ’92: fu ridotto l’anno dopo, a crisi scampata (25 ott)

L'Ocse: "Attenti alle classifiche, possono fare danni" - L'organizzazione lancia l'allarme sul rapporto di Transparency International: "Metodologia poco chiara e viziata da pregiudizi, ma i risultati vengono usati da chi decide gli aiuti internazionali". L'analisi corrisponde in molti punti a quella fatta in questo articolo che criticava una classifica sulla competitività (26 ott)

L’ossessione della Bce - Il presidente Trichet attacca la decisione dei ministri finanziari Ue sulla riforma del Patto di stabilità e chiede che il suo dissenso venga messo a verbale, cosa mai accaduta prima. Su questioni altrettanto importanti ma che non riguardavano come questa i conti pubblici la Bce invece ha taciuto del tutto (21 ott)

Produttività e declino
- Il crollo degli investimenti nel 2009 dopo il netto calo del 2008 dovrebbe far riflettere sui limiti di una politica, da parte sia del governo che degli imprenditori, che punta solo all’uso più intensivo e meno costoso della forza lavoro (1 lug) 


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 Politica Riduci

Silvio Berlusconi
Berlusconi, 
la fine degli alibi

La strada per la definitiva conclusione del processo sui diritti Mediaset è ancora irta di ostacoli, ma la conferma in appello della condanna del Cavaliere fa risaltare la palese assurdità che si continui a permettere di stare in politica a un personaggio che in qualsiasi altro paese sarebbe stato allontanato con disonore. E' tempo di far finire questa anomalia


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 Politica monetaria Riduci

Il presidente della Bundesbank
Bundesbank, 
siluro alla stabilità
Fatta filtrare la notizia di un ricorso della banca centrale tedesca alla Corte Costituzionale contro la politica della Bce che ha fermato la speculazione contro l'euro: secondo la Buba è illegittima e pericolosa. Per ora la necessità di investire l'enorme liquidità sui mercati ha avuto la meglio e gli spread sono rimasti stabili, ma in prossimità della decisione la speculazione potrebbe tornare a colpire


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 Politica Riduci

Bersani e Berlusconi
Si sono arresi 
alla parte sbagliata
Il Pd ha sprecato l'opportunità di aver la maggior forza parlamentare, sia per errori tattici, sia per l'impossibilità di seguire una strategia unitaria quando,  per peccato originale, manca una base comune. Poteva almeno rendere la sua resa utile a una svolta per il paese e ha sprecato anche questo. Le responsabilità di Napolitano e di Grillo. Cosa serve per ricominciare


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 Pic Riduci

C'è compromesso 
e compromesso
Correva l'anno 1973 quando Enrico Berlinguer lanciò il Compromesso storico, ossia il progetto di una nuova società a cui dovevano contribuire le forze progressiste e cattoliche (un progetto che peraltro non rimpiangiamo). Giorgio Napolitano era allora tra i pochi comunisti contrari a questa linea. Oggi, 40 anni dopo, ha forzato il "compromesso antistorico" tra il centro sinistra e il partito degli affari e del malaffare. Una prova che non è detto che con l'avanzare dell'età si diventi più saggi.


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 Conti pubblici Riduci


Se fossimo europei 
nell'evasione

I dati Ocse ci collocano ai vertici di questa poco onorevole classifica. Se le tasse non pagate scendessero alla media fatta su cinque paesi (Germania, Francia, Regno Unito, Danimarca e Olanda) incasseremmo 80 miliardi in più e oltre a rispettare gli accordi imposti dall'Europa potremmo rilanciare l'economia


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 Politica economica Riduci

Olli Rehn e Manuel Barroso
La pandemia 
dell'austerità
La Commissione Ue dice di temere che gli squilibri dell'Italia possano contagiare il resto d'Europa, ma poi stila una lista di "malati" che ormai è più lunga di quella dei sani. Non le viene il dubbio che la politica europea sia sbagliata? Nella lista manca la Germania, ma dovrebbe esserci: invece viene graziata da una regola piuttosto singolare


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 Conti pubblici Riduci


Consulenze, uno spreco evitabile 
Le spese per gli incarichi ad esterni della pubblica amministrazione risultano di circa 3 miliardi, ma in realtà sono di più se si considerano alcune fattispecie non rilevate e le tante vertenze che ingolfano la Corte dei Conti. Le leggi per contenerle non hanno funzionato, consentono varie scappatoie. Eppure ci sarebbe un rimedio semplice


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 Politica Riduci

Pier Luigi Bersani e Giorgio Napolitano
Sul Colle 
la nuova frontiera
L'elezione del nuovo presidente è la battaglia fondamentale: deciderà gli equilibri politici del paese, la sorte di Berlusconi e, non meno importante, la direzione che sarà presa in futuro dal Pd, la cui lotta interna è determinante per il risultato. L'esito dirà se avremo ancora o no un partito progressista


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 Politica Riduci

Giorgio Napolitano
Tra fantasia 
e forzatura 
istituzionale

Di fronte all'impossibilità di una maggioranza parlamentare garantita Napolitano ha inventato una formula inusitata: resta il governo Monti mentre due gruppi di personalità, scelte da lui anche fuori dal Parlamento e di vari orientamenti politici, studiano le riforme più urgenti. Ma alla fine starà ai partiti, e prima di tutto al Pd, decidere se accettare o no gli eventuali compromessi


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 Politica economica Riduci

Debito/Pil con varie ipotesi di aumento della spesa pubblica
Chi più spende 
meno s'indebita

Tagliare la spesa pubblica per ridurre il debito è uno dei mantra più ripetuti del pensiero economico dominante. Ma sono sempre di più gli economisti che denunciano che è un'idea profondamente sbagliata e ora un esercizio econometrico del Fondo monetario mostra risultati stupefacenti


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 Religione Riduci

Jorge Mario Bergoglio
Medice, 
cura te ipsum

Le prime parole di un Papa sono spesso indicative del programma del suo pontificato. Così è stato per Wojtyla "il conquistatore" e per Ratzinger "il filosofo". L'esordio di Bergoglio farebbe pensare a un programma che mette al primo posto la riforma della Chiesa, puntando sulla sobrietà (la scelta del nome) ma soprattutto - forse - rivoluzionandone il governo


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 Politica economica Riduci

Mario Draghi
Bce, errori veniali 
e errori mortali
Nuovo spostamento in avanti per l'inizio della ripresa, come è già successo più volte. Ma sbagliare le previsioni è un errore veniale: quello "mortale", anche per l'economia dell'Eurozona, è continuare a insistere sulle politiche di austerità quando persino il Fondo monetario ha fatto retromarcia


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 Economia Riduci

Giorgio Squinzi
Lo strabismo 
di Confindustria

Solo nelle ultime pagine "Italia 2015", il documento con le proposte per rilanciare la crescita, si occupa dell'organizzazione e del costo dei servizi. Eppure le tanto ricercate competitività e produttività dipendono per una parte importante da quello, come affermano studi Ocse e Bankitalia. Meglio prendersela con i lavoratori che con lobby potenti?


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 Politica monetaria Riduci

Ben Bernanke
Bernanke 
il rivoluzionario

La crisi che non passa sta incidendo profondamente anche sul ruolo delle banche centrali e sulle loro strategie e i dogmi degli ultimi trent'anni vengono rimessi in discussione. La Fed, in particolare, per la prima volta ha indicato un obiettivo numerico sulla disoccupazione. Solo in Europa innovazioni quasi a zero


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 Lavoro Riduci

Manifestazione di precari
Precari di Stato, 
una vergogna 
“all’italiana”
Nella pubblica amministrazione ci sono ben 260.000 dipendenti precari: uno scandalo per un comparto che fornisce servizi previsti dalle leggi e non è soggetto alle oscillazioni del mercato. Ma i precari sono serviti a tutti: ai politici per il clientelismo, ai dirigenti per aggirare i blocchi del turn over, ai sindacati che guidano le rivendicazioni alla stabilizzazione. Tanto il conto alla fine lo pagano sempre i più deboli, cioè loro


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 Politica Riduci

Matteo Renzi
La destra 
alla conquista 
della sinistra
Le forze politiche di destra presenti oggi sono una corte dei miracoli ripudiata persino da chi per tanti anni le ha votate. Ma questi elettori hanno ora trovato in Matteo Renzi un possibile rappresentante e potrebbero fargli vincere le primarie e conquistare il Pd. Se accadesse sarebbe la fine di qualsiasi prospettiva progressista


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 Politica economica Riduci

Le manovre dei paesi Ocse
Stretta, il peggio 
che verrà
Un grafico contenuto in uno studio dell’Ocse ci fa vedere che le nostre manovre per l’aggiustamento dei conti nel quadriennio 2012-15 sono le più pesanti in Europa dopo quelle di Grecia, Irlanda e Portogallo. Questo aggraverà la crisi di domanda, con un mercato interno già ai minimi e la domanda estera che dà segni di cedimento


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 Economia Riduci

Gianfranco Polillo
Se otto ore 
vi sembran 
poche...
Se si lavorasse una settimana in più a parità di salario guadagneremmo un punto di Pil, sostiene il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo. Reazioni: bocciatura all’unanimità, persino da Confindustria. Perché, a parte il fatto che il nostro orario è già tra i più lunghi, per essere più competitivi serve altro - A seguire: colloquio con Stefano Dolcetta, vicepresidente Confindustria


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 Politica economica Riduci


La Bce pensa 
ai salari invece 
che alla finanza
Il Bollettino afferma esplicitamente che i salari sono già scesi, ma non abbastanza, e solo questo può far ridurre la disoccupazione. La Banca centrale insiste dunque su una ricetta bocciata da un gran numero di autorevoli economisti e soprattutto dai fatti. Non sembra preoccuparsi, invece, delle riforme proprie dei suoi compiti, quelle per il controllo della finanza

Vedi anche: Bce, il lungo addio ai Tre del rating


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 Finanza Riduci


Rating e previsioni
bar sport 
sui mercati

Tutti contro le agenzie, ma il bersaglio è sbagliato: bisognerebbe prendersela con le istituzioni, come la Bri e la Bce, che continuano ad attribuire un valore operativo a giudizi che sono basati su ipotesi e che spesso non hanno un’attendibilità superiore alle chiacchiere da bar


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 Economia Riduci


Lo Stato non paga, 
non ispeziona 
e non riscuote
Secondo i dati dello stesso ministero dopo il 2007 il numero delle ispezioni nelle aziende è crollato e così i contributi recuperati, che del resto non superano mai il 20% dell’accertato. Così da un lato non si pagano i fornitori, dall’altro non si recupera l’evasione. Nelle aziende ispezionate i lavoratori irregolari sono in media il 40%


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 Economia Riduci


Competitività, 
le tasse 
fanno male?
Certo, se se ne pagano più degli altri bene non fanno. Ma da una classifica Ocse sulla tassazione delle imprese in rapporto al Pil non emerge una relazione chiara. Evidentemente altri fattori contano anche di più


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 Dibattiti Riduci


Crescere o decrescere, questo è il problema
Una interessante polemica sul Corriere della Sera tra Antonio Pascale e Sandro Veronesi, che avanzano entrambi buone ragioni. Anch'io avevo scritto in passato qualcosa sull'argomento, La sostenibile leggerezza del Pil


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 Economia Riduci

Prendi i soldi 
e non investire

Gli sconfortanti risultati di una ricerca: da un decennio le imprese hanno quasi smesso di fare investimenti e ridotto gli ammortamenti, tanto che i nostri impianti devono durare più di 26 anni, il doppio dei concorrenti esteri. In compenso hanno distribuito dividendi anche quando non c’erano gli utili pagando molto più della media internazionale


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 Economia Riduci



Privatizzazioni? Elogio del clientelismo

Ce le chiede perentoriamente l’Unione europea, le pretendono i mercati, sono previste nella manovra economica. Ma è davvero una buona idea? Bisognerebbe riflettere sul fatto che se l’Italia è diventata una delle prime economie mondiali è grazie all’intervento pubblico


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 Altri articoli Riduci

Non ce la faccio a stare dietro a tutto, molti articoli ancora non li ho messi. Chi vuole intanto può leggere da questi link (in ordine inverso di pubblicazione)

 Perché l'Irlanda non vuole aiuti dalla Ue

Riforma del Patto Ue, il primato resta alla politica

Rating, gli errori dei regolatori

La coperta corta dei posti di lavoro

La democrazia vicina all'Anno Zero

La bollicina speculativa

Banche, a quando il "price cap"?

Le parole del lavoro

Due cattive notizie

 


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